09 Ottobre 2026 09:44

Biennale di Venezia: il Padiglione russo sarà chiuso al pubblico

Padiglione Russia

Stando alle indiscrezioni, lo spazio resterà accessibile solo durante i giorni di pre-apertura (5-8 maggio), per poi essere chiuso dal 9 maggio in poi, operando “in sordina” con le attività espositive, tra cui le azioni performative che saranno visibili solo su schermi digitali installati nelle vetrine

La Biennale di Venezia assomiglia sempre di più a una specie di circo dove ogni giorno ce n’è una, quasi a cercare di aggiungere l’ennesima sorpresa per una manifestazione che, più mediatica e meno artistica di così, è impossibile. La notizia delle ultime ore, infatti, è di nuovo focalizzata sulle rappresentazioni “scandalose”, in questo caso della Russia.

Con buona pace di tutti, potrebbe esserci uno scenario plausibile: il Padiglione sarà accessibile al pubblico (nota bene, esclusivamente dell’arte!) solo durante i giorni dell’opening. Una soluzione di compromesso che, stando alle anticipazioni, sembra essere stata raggiunta dopo settimane di pressioni da ogni parte affinché lo spazio venisse definitivamente chiuso. Il problema è uno solo: che aprire e chiudere (al pubblico generale) non solo è di pessimo gusto, ma rimarca la profonda ipocrisia di fondo della Biennale “delle divisioni”, ben in controtendenza al testo (puramente teorico, certo) della scomparsa Koyo Kouoh, parlando di una “geografia degli incontri”.

Secondo quanto riportato dai quotidiani Open e La Repubblica, che hanno avuto accesso a una corrispondenza intercorsa tra il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco, il direttore generale Andrea Del Mercato e la commissaria del Padiglione russo Anastasia Karneeva, il piano per la partecipazione russa sarebbe stato definito sin dal giugno 2025. Già a gennaio di quest’anno, Karneeva aveva presentato i dettagli dell’esposizione, incluso il materiale didattico e i rendering. Ma niente: il Padiglione sarà aperto solo 4 giorni. E in risposta alla corrispondenza pubblicata, la Fondazione della Biennale ha dichiarato al Il Giornale che la pianificazione della partecipazione russa è stata condotta con «Assoluto rispetto delle regole, in stretta conformità con le leggi nazionali e internazionali applicabili e nei limiti delle sue competenze e responsabilità» e non eludendo nessuna sanzione europea.

Paura di perdere l’aiutino di 2 milioni di euro per la Biennale in risposta al ritorno della Russia, da parte dell’Europa? «Mentre la Russia bombarda musei, distrugge chiese e cerca di cancellare la cultura ucraina, non le dovrebbe essere permesso di esporre la propria», ha dichiarato Kaja Kallas, vicepresidente della Commissione Europea. Anche l’Ucraina, di fatto, torna a sua volta alla Biennale quest’anno, pressionando per la revoca dei visti dei partecipanti al Padiglione Russo. Cosa che altri, contrariamente, non hanno fatto. Qualcuno potrebbe dire che ne vedremo delle belle: di opere, si spera, perché il restante panorama non sembra aiutare una vitalità dell’armonia.