09 Ottobre 2026 09:09

Addio a Georg Baselitz, il pittore che capovolse il volto dell’arte

Georg Baselitz, foto AFP

L’artista tedesco, noto per le sue figure ribaltate e la pittura provocatoria, è morto all’età di 88 anni. Nel corso della sua carriera, fu una figura centrale del neo-espressionismo europeo

Georg Baselitz, uno dei pittori tedeschi più influenti del secondo dopoguerra, è morto all’età di 88 anni. L’artista, famoso per le sue composizioni capovolte e per un linguaggio figurativo crudo e anarchico, lascia un’eredità che ha ridisegnato i confini della pittura contemporanea.

Nato nel 1938 a Deutschbaselitz, in Sassonia, Baselitz fu giovane nella Germania devastata dalla guerra. Studiò arte a Berlino Est, ma fu il rifiuto dei canoni ufficiali a segnare la sua svolta. All’inizio degli anni Sessanta, le sue opere iniziarono a rompere le regole della prospettiva classica. Nel 1969 presentò la sua prima tela completamente ribaltata, dando vita a quella che sarebbe diventata la sua firma stilistica: il “capovolgimento”. L’obiettivo, spiegò più volte, era costringere lo spettatore a guardare la pittura per quello che era – colore, forma, gesto – senza lasciarsi distrarre dal soggetto rappresentato.

Le sue figure, spesso grottesche o monumentali, sembrano fluttuare in uno spazio instabile. Il colore è acceso, la pennellata vigorosa e rapida. Negli anni Ottanta, Baselitz divenne il punto di riferimento del neo-espressionismo tedesco, insieme ad artisti come Anselm Kiefer e Markus Lüpertz. Ma la sua fama internazionale esplose soprattutto grazie a una grande retrospettiva al Museum of Modern Art di New York nel 1984.

Non si limitò alla tela. Baselitz lavorò anche la scultura e l’incisione, mantenendo sempre lo stesso approccio diretto e materico. Nel 2013 ricevette il Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia. Le sue opere sono state esposte in tutto il mondo, con mostre importanti anche in Italia: al MAXXI di Roma (2011), alla Fondazione Prada di Milano (2014) e al Mart di Rovereto (2009).

Anche negli ultimi anni, nonostante l’età avanzata, Baselitz ha continuato a dipingere e a esporre, confermando una vitalità produttiva rara. La sua arte, scrissero i critici, non è mai stata solo pittura: è sempre stata un atto di resistenza culturale. E un invito a guardare il mondo – letteralmente – a testa in giù.