09 Ottobre 2026 09:10

Manifesta, Hedwig Fijen lascia. Nuova direzione con Emilia van Lynden e Catherine Nichols

Hedwig Fijen © Manifesta 16 Ruhr Area. Ph. Charlotte Ernst

Dopo trent’anni alla direzione della Biennale Nomade Europea e dopo averla trasformata in una delle piattaforme culturali più influenti del mondo, la fondatrice e direttrice Hedwig Fijen lascerà l’incarico il prossimo 5 ottobre

Nata nel 1991 da un’idea di Hedwig Fijen, incaricata dall’Ufficio olandese per le Belle Arti dell’Aia di sviluppare una piattaforma paneuropea, Manifesta oggi come oggi non ha bisogno di particolari presentazioni. «Sono profondamente grata che Manifesta abbia contribuito a formare un’intera generazione di curatori e operatori culturali, dando vita a oltre 1.000 nuove opere site-specific. È particolarmente significativo che molti artisti abbiano realizzato qui le loro prime grandi commissioni, anche in condizioni geopolitiche difficili. Lavorare con team in continua evoluzione in più di 15 città, accanto a circa 750 colleghi, è stata un’esperienza straordinaria. Sono orgogliosa di aver trasformato Manifesta in una piattaforma ibrida e interdisciplinare, incentrata sulla sperimentazione e sui processi di trasformazione come incubatore di cambiamento», ha dichiarato Fijen che per trent’anni ha guidato la scelta delle città ospitanti, dei team curatoriali e della direzione artistica, portando avanti l’intera organizzazione. E che oggi annuncia di passare il testimone all’attuale vicedirettrice della Biennale Emilia van Lynden e alla curatrice australiana (di base a Berlino) Catherine Nichols.

Il Comitato di Supervisione della International Foundation Manifesta sottolinea: «Dopo 30 anni, Manifesta resta estremamente rilevante nel panorama culturale e urbano. Ogni edizione non si chiede solo cosa sia l’arte contemporanea, ma cosa la cultura possa fare in un luogo e in un momento specifico: come interagire con l’urbanistica, lo spazio pubblico e le realtà vissute della città».

A sinistra: Catherine Nichols © Manifesta 14 Prishtina. Photo: Atdhe Mulla. A destra: Emilia van Lynden © International Foundation Manifesta. Photo: Samira Kafala

Nuova leadership: co-direzione al vertice

Dopo un periodo di transizione di sei mesi, il Comitato ha affidato la futura guida di Manifesta all’olandese-britannica Emilia van Lynden (attuale vicedirettrice) e alla curatrice australiana Catherine Nichols. A partire da ottobre 2026, l’organizzazione adotterà un modello di co-direzione: van Lynden sarà Direttrice Generale e Nichols Direttrice Artistica. Insieme inizieranno a sviluppare le prossime edizioni, a partire da Manifesta 17 a Coimbra, Portogallo.

Van Lynden – che lavora con la fondazione dal 2019, affiancando Fijen nelle ultime quattro edizioni – ha dichiarato: «È un privilegio continuare a lavorare in una piattaforma europea così distintiva, che si confronta profondamente con il tessuto culturale, sociale e urbano delle città. In un momento in cui i principi unificanti dell’Europa vanno attivamente sostenuti, guardo avanti per portare avanti il lavoro di Manifesta nell’affrontare questioni civiche locali che riverberano su tutto il continente».

E Catherine Nichols, già Creative Mediator per Manifesta 14 a Pristina e membro del Comitato Artistico per Manifesta 16 Ruhr, aggiunge: «È un profondo onore diventare Direttrice Artistica di Manifesta, una piattaforma che da più di trent’anni ridefinisce cosa una biennale possa essere e fare. Ciò che trovo convincente è la sua struttura nomade e l’impegno a radicarsi nelle realtà sociali, culturali e urbane di ogni contesto ospitante, attraverso un approccio basato sulla ricerca, sull’ascolto e sull’apprendimento. In un momento di trasformazione per l’Europa, non vedo l’ora di costruire su questo terreno attraverso il pensiero artistico, l’indagine urbana e la narrazione, aprendo nuovi immaginari culturali, politici e civici».

Nel frattempo, l’edizione di Manifesta 16 Ruhr – che si terrà dal 21 giugno al 4 ottobre 2026 in quattro città della Germania (Essen, Bochum, Gelsenkirchen e Duisburg) e in dodici sedi diverse, sarà l’ultima curata da Hedwig Fijen prima del passaggio di consegne.