
L’asciutta comunicazione della Biennale di Venezia cala come un macigno a pochi giorni dal via della preview della rassegna
“La Biennale di Venezia comunica che in data odierna sono pervenute le dimissioni della Giuria internazionale della 61. Esposizione Internazionale d’Arte, In Minor Keys di Koyo Kouoh (9 maggio – 22 novembre 2026), composta da Solange Farkas (presidente), Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma, Giovanna Zapperi”. L’asciutta comunicazione della Biennale di Venezia cala come un macigno a pochi giorni dal via della preview della rassegna. E giunge ad ulteriormente appesantire un clima da mesi gravato da polemiche e contrasti anche istituzionali.
Alla base della pesante decisione della Giuria c’è forse l’ultimo episodio del confronto fra il ministro Giuli e il presidente Buttafuoco. Ovvero l’invio di ispettori a verificare i retroscena della partecipazione della Russia. Giunto dopo l’annuncio dello stesso Giuli di non essere presente alle giornate inaugurali. E anche alle dichiarazioni della stessa Giuria di voler escludere Russia e Israele dalla competizione per eventuali premi. Ora non ci sarà da stupirsi se a catena accadranno altre rivoluzioni. Qualcuno arriva addirittura a ipotizzare la cancellazione della Biennale. Ma anche se non si giungerà a questo, sarà certamente una Biennale “dimezzata”…




