06 Ottobre 2026 09:13

In vitro. Ibrahim Mahama e Tony Cragg “gemelli” a Venezia

Ibrahim Mahama,A Shea Garden, Galleria Barovier&Toso, Venezia
Ibrahim Mahama,A Shea Garden, Galleria Barovier&Toso, Venezia
Due mostre aperte a Venezia in concomitanza con la Biennale mettono in luce approcci diversi ma convergenti nell’uso del vetro

Due mostre, aperte a Venezia in concomitanza con la stagione della Biennale, mettono in luce approcci molto diversi ma sorprendentemente convergenti nell’uso del vetro come materiale di ricerca e sperimentazione. Nel temporary show della Galleria Barovier&Toso Ibrahim Mahama presenta A Shea Garden, un progetto che prosegue la sua indagine sui materiali e sulle storie degli oggetti. Noto per le sue installazioni realizzate con sacchi di juta e altri residui delle economie globali, l’artista ghanese introduce qui un elemento nuovo: il confronto con il vetro di Murano.

 

Tony Cragg, Ocean of Drops, Ca’ Tron, Venezia
Tony Cragg, Ocean of Drops, Ca’ Tron, Venezia

Al centro della mostra vi sono i recipienti in argilla tradizionali del nord del Ghana, oggetti legati alla quotidianità agricola e domestica, che vengono riletti attraverso un dialogo con la tradizione vetraria veneziana. Il vetro diventa così uno strumento per ampliare il significato di queste forme vernacolari, aprendo a nuove possibilità narrative e simboliche.

 

Ibrahim Mahama,A Shea Garden, Galleria Barovier&Toso, Venezia
Ibrahim Mahama,A Shea Garden, Galleria Barovier&Toso, Venezia

Negli spazi di Ca’ Tron, la Fondazione Berengo e Berengo Studio presentano invece Ocean of Drops, mostra personale di Tony Cragg costruita attorno a una monumentale scultura in vetro realizzata a Murano. In questo caso, il vetro non è tanto elemento di dialogo con una tradizione esterna, quanto materia centrale per indagare la natura stessa della forma.

 

Tony Cragg, Ocean of Drops, Ca’ Tron, Venezia
Tony Cragg, Ocean of Drops, Ca’ Tron, Venezia

Se Mahama utilizza il vetro per mettere in relazione culture, geografie e storie materiali, Cragg lo impiega per esplorare le leggi interne della materia e i meccanismi della percezione. In entrambe le mostre, tuttavia, il vetro di Murano si conferma non solo come eccellenza artigianale, ma come medium contemporaneo capace di attivare riflessioni complesse. Sulla memoria e il lavoro nel caso di Mahama, sulla conoscenza e la forma nel caso di Cragg.