
Sull’isola di San Giacomo a Venezia la Fondazione Sandretto crea un nuovo laboratorio dedicato all’arte contemporanea, alla ricerca e alla sostenibilità ambientale
Sono un migliaio gli ospito che si accollano i 45 minuti di vaporetto per raggiungere l’isola di San Giacomo in Paludo. E alla fine della giornata – ci dicono – saranno oltre 1500. Nel cuore della Laguna Nord – molto Nord – di Venezia apre al pubblico la nuova sede della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo: diventa un laboratorio dedicato all’arte contemporanea, alla ricerca e alla sostenibilità ambientale.

Acquistata nel 2018 da Patrizia Sandretto e Agostino Re Rebaudengo, l’isola – un luogo a lungo abbandonato – è stata oggetto di un importante progetto di recupero che l’ha trasformata in uno spazio aperto alla produzione culturale e alla sperimentazione ecologica. Il nuovo polo veneziano si affianca alle sedi della Fondazione di Torino, Guarene e Madrid. Sviluppando un programma pensato in dialogo con il territorio lagunare e con la scena internazionale che attraversa Venezia durante le Biennali. Nel resto dell’anno risulta difficile immaginare che numeri interessanti di visitatori affrontino l’intricato tragitto per arrivarci.
Per l’inaugurazione ufficiale previsti diversi appuntamenti, fra cui la mostra personale di Matt Copson, curata da Hans Ulrich Obrist. E la collettiva Don’t have hope, be hope! con opere della Collezione Sandretto Re Rebaudengo e il progetto fotografico dedicato al restauro dell’isola con immagini di Giovanna Silva e Antonio Fortugno. Il giardino ospita inoltre installazioni permanenti di Claire Fontaine, Mario Garcia Torres, Hugh Hayden, Goshka Macuga, Pamela Rosenkranz e Thomas Schütte, fra gli altri.














