
Bruno Bischofberger aveva 86 anni. La sua galleria di Zurigo, fondata nel 1963, è stata una delle più influenti al mondo e fu lui a proporre la celebre collaborazione tra Andy Warhol e Jean-Michel Basquiat
Bruno Bischofberger, leggendario gallerista svizzero che non si limitò a collezionare e vendere arte ma contribuì attivamente a scriverne la storia, è morto all’età di 86 anni. La notizia è stata annunciata sabato dalla sua galleria omonima con sede a Zurigo.
Nato nel 1940 a Zurigo, Bischofberger studiò storia dell’arte, etnografia e archeologia all’Università di Zurigo. Nel 1963 fondò la sua galleria, destinata a diventare uno degli spazi più importanti della Svizzera e un punto di riferimento nel mercato internazionale dell’arte. Tra le sue iniziative più celebri, la pubblicazione di un annuncio pubblicitario sul retro di ogni numero di Artforum, una tradizione ininterrotta dalla metà degli anni Ottanta.
Ma il vero lascito di Bischofberger è umano prima che commerciale. Negli anni Sessanta e Settanta, il gallerista svizzero portò in Europa le star dell’arte americana, instaurando rapporti di amicizia e collaborazione con artisti come Francesco Clemente, Julian Schnabel e, soprattutto, Andy Warhol.

L’incontro tra Bischofberger e Warhol avvenne a New York nel 1966. Due anni dopo, il gallerista acquistò undici dei primi dipinti dell’artista pop per un “prezzo molto alto” come aveva dichiarato, riuscendo a ottenere da Warhol il diritto di prelazione su tutte le sue opere successive – un accordo che rimase in vigore fino alla morte dell’artista nel 1987.
Il loro legame andò ben oltre il mercato. Nel 1969 Bischofberger acquisì il 25% di Interview, la rivista co-fondata da Warhol, e nel 1970 fu produttore del film L’amour. Fu lui a concepire l’idea dei celebri ritratti su commissione della cerchia di Warhol. Nel 1984, Bischofberger propose a Warhol e a Jean-Michel Basquiat – che aveva già fatto incontrare due anni prima – di realizzare una serie di dipinti collaborativi. Quell’incontro, nato in galleria, riportò Warhol alla pittura (che diceva di aver abbandonato nei primi anni Sessanta) e generò opere oggi considerate tra le più preziose del dopoguerra. Nel 2023, la Fondation Louis Vuitton di Parigi ha dedicato un’intera mostra a quella collaborazione.
Non solo: Warhol fece anche da padrino al figlio di Bischofberger, Magnus, mentre lo scultore Jean Tinguely fu padrino di una delle figlie, Nina, oggi architetto. Con la sua scomparsa, l’arte perde una delle figure più eccentriche e visionarie del secondo Novecento.





