
L’Assemblea nazionale e il Senato hanno adottato il provvedimento all’unanimità. Macron aveva promesso la misura già nel 2017, durante un discorso a Ouagadougou, in Africa
Il parlamento francese ha definitivamente approvato una legge che semplifica la restituzione ai paesi d’origine delle opere d’arte e dei manufatti saccheggiati durante l’era coloniale. Il provvedimento, sostenuto all’unanimità prima dall’Assemblea nazionale (mercoledì) e poi dal Senato (giovedì), dà seguito a un impegno preso dal presidente Emmanuel Macron nel 2017, quando durante un discorso nella capitale del Burkina Faso, Ouagadougou, promise ai giovani africani di facilitare il ritorno del patrimonio culturale africano entro cinque anni.
«È un momento storico», ha dichiarato la ministra della Cultura Catherine Pégard, salutando la decisione della Francia di cambiare una pagina della propria storia. La senatrice centrista Catherine Morin-Desailly, che ha sostenuto il disegno di legge, ha sottolineato che il provvedimento «apre un percorso in cui la memoria non è più confiscata ma condivisa, dove le ferite della storia diventano le fondamenta di un dialogo rinnovato tra le nazioni».
Come funzionerà la nuova legge
Finora la Francia era vincolata da una legislazione che richiedeva un voto individuale per ogni singolo bene presente nelle collezioni nazionali. La nuova norma permette al governo di restituire le opere d’arte senza dover ricorrere a leggi ad hoc, ed è specificamente mirata ai beni acquisiti tra il 1815 e il 1972.
La Francia possiede ancora decine di migliaia di opere d’arte e manufatti di valore prelevati dal suo impero coloniale. Il paese è stato sommerso da richieste di restituzione, tra cui quelle provenienti da Algeria, Mali e Benin. Una volta che la legge sarà promulgata, si prevede che arriveranno molte altre domande.
I precedenti
Già nel 2025, il parlamento francese aveva approvato il ritorno in Costa d’Avorio di un “tamburo parlante” che le truppe coloniali avevano sottratto alla tribù Ebrie nel 1916. Lo strumento è stato restituito nel marzo 2026. Nel 2023, la Francia aveva adottato due cosiddette “leggi quadro” per la restituzione di due categorie di beni: una per gli oggetti sottratti alle famiglie ebree durante la seconda guerra mondiale, l’altra per la restituzione di resti umani provenienti da collezioni pubbliche.





