05 Ottobre 2026 14:12

Il collezionismo come pratica creativa: a Vicenza nasce AVAC

ritratto di Sandra e Giancarlo Bonollo, foto di Giovanni Canova

A Vicenza nasce un nuovo “soggetto culturale”, per valorizzare l’arte contemporanea attraverso mostre, prestiti e un racconto inedito del territorio. Si parte con “Una curiosità inesauribile”, dedicata alla collezione Bonollo

Ci sono collezioni che non inseguono l’ossessione per il pezzo mancante, ma aggiungono, ramificano, intrecciano: sono progetti di collezionisti guidati non dalla completezza, ma dal desiderio e dalla curiosità. È quello che da anni praticano Sandra e Giancarlo Bonollo, e da oggi è anche quello che ispira AVAC – Associazione Vicenza Arte Contemporanea, nuovo “soggetto culturale” nato per iniziativa di un gruppo di appassionati e collezionisti del territorio vicentino e veneto, con l’obiettivo di restituire alla comunità il patrimonio di conoscenza e bellezza custodito nelle collezioni private.  Presieduta dall’avvocato e collezionista Novelio Furin (con Alberto Brazzale vicepresidente, Carlo Dianese segretario, Carlotta Bedogni tesoriere, e i consiglieri Daniele Monarca, Fabio La Porta e Giovanni Sala), AVAC ha già delineato un programma tripartito: gli “Autoritratti”, dove i collezionisti saranno i protagonisti, decidendo in piena autonomia quali opere esporre, raccontando se stessi attraverso la propria collezione; “Attraversamenti”, sezione in cui gli artisti saranno incaricati delle curatela, mettendo in pratica una mostra come se fosse un’opera, secondo il proprio sguardo e, infine, “Monografie”, dedicato ai focus su artisti o movimenti specifici.

L’idea fondativa di AVAC, così, si fa chiara: il collezionismo non è un passatempo, né un accumulo di oggetti preziosi: è un’attività creativa, un modo di pensare, infine, un metodo. Nata con l’idea di gettare uno sguardo in questa direzione, AVAC comincia la sua attività con un progetto ambizioso che parte da un partenariato speciale con il Comune di Vicenza, che ha concesso all’associazione l’uso esclusivo per due anni di due grandi sale delle Gallerie di Palazzo Thiene, capolavoro palladiano e parte del sistema museale cittadino.

Jennifer L. Lee (USA), Senza titolo (Kimbap), 2022, Olio su juta, 28×18

“Una curiosità inesauribile”

La prima mostra del sodalizio, intitolata “Una curiosità inesauribile” – a partire dal prossimo 28 maggio e fino al 6 settembre – sarà dedicata proprio alla collezione di Sandra e Giancarlo Bonollo, che ne sono a loro volta i curatori. L’esposizione presenterà 14 opere di artisti di respiro internazionale: Osama Al Rayyan, Ross Bleckner, Roberto Cuoghi, Giuseppe Gabellone, Adam Gordon, Julia Gutman, Steffan Jemison, Jacob Kassay, Jennifer L. Lee, Ernesto Neto, Jorge Pardo, Michael Raedecker, in una selezione che non segue un tema né uno stile. Racconta piuttosto un percorso trentennale fatto di viaggi, scoperte, intuizioni. “Sandra e Giancarlo sono diventati autori della mostra, curando la selezione e l’allestimento delle opere. Ne è nata un’esposizione ordita attraverso dialoghi e opposizioni, con opere che trovano accanto a sé uno speciale contrappunto visivo“, spiega il team di AVAC, che ci dà una “prima visione” di quello che si vedrà a Palazzo Thiene: il visitatore sarà subito colpito dalle sculture al centro delle sale, dalla sensuale e aliena forma in schiuma e lycra rosa distesa sul pavimento del brasiliano Ernesto Neto, al ruvido cubo di rafia intrecciata che racchiude uno sviluppo vertiginoso di Giuseppe Gabellone. Un invito a entrare in una dimensione di metamorfosi, dove le apparenze perdono certezza. La parte preminente è dedicata alla pittura: tre piccoli quadri di Jennifer L. Lee, in bilico tra iperrealismo e densità naif, dialogano con il racconto polimaterico di Julia Gutman. Le figurazioni perturbanti di Adam Gordon, Osama Al Rayyan e Michael Raedecker trovano eco nelle opere astratte di Roberto Cuoghi, Ross Bleckner e Jorge Pardo. A completare la trama, il dialogo tra i due dittici di Steffan Jemison e Jacob Kassay.

Julia Gutman, Nessuno mi aveva detto che le ombre potessero essere così luminose, 2020, Abiti dimenticati dagli amici di Julia, tovaglie trovate, fil di ferro, filo, cornice in legno, catene industriali, 100×160

La Fondazione Bonollo e il futuro

La prima esposizione vuole essere anche un invito esplicito a scoprire la Fondazione Bonollo di Thiene, attiva da due anni, che ha sede in una chiesa sconsacrata restaurata e restituita alla comunità grazie alla generosità di Sandra e Giancarlo Bonollo. Qui, attraverso un ricco programma di mostre con artisti internazionali invitati a realizzare lavori pensati appositamente per il luogo, i Bonollo continuano a condividere la loro “curiosità inesauribile”.

Infine, AVAC ha già aperto la campagna di tesseramento per il 2026 (quota associativa 20 euro). Il sito è online all’indirizzo www.avacvicenza.art. L’associazione ha inoltre depositato la domanda di iscrizione al Registro unico nazionale degli Enti del Terzo Settore, visto che l’Associazione si propone inoltre di costituire una raccolta di opere d’arte contemporanea da mettere a disposizione della collettività attraverso prestiti e mostre temporanee in enti pubblici, scuole, ospedali, case di riposo, uffici, ma anche in luoghi privati come associazioni di categoria, aziende, ristoranti. La raccolta sarà formata da donazioni, prestiti e, se possibile, acquisti. Per dare vita e continuità a quella “Curiosità Inesauribile” che, in fondo, è il primo motore dell’arte e della sua eterna ricerca di senso e di presente.