05 Ottobre 2026 14:12

ARCO Lisboa non lascia, e raddoppia!

Arco Lisboa, ph. Rodrigo Gatinho

Dieci anni fa non era scontato che funzionasse. Oggi ARCO Lisboa si racconta come una fiera “dalle dimensioni umane”, radicata nel contesto locale ma aperta al mondo. Ecco le impressioni registrare tra i corridoi della Cordoaria Nacional

Tutto nacque nel 2016, quando le gallerie portoghesi chiesero a Carlos Urroz (all’epoca direttore di ARCO Madrid), di portare il format a Lisbona. Agli albori, la prima edizione occupava uno spazio ridotto della Cordoaria Nacional, antiga “fabbrica” di corde navali, con 45 gallerie. Poi, lentamente, la fiera è cresciuta, anche grazie all’apertura di nuove gallerie in città, spesso straniere, che hanno trovato terreno fertile: due su tutte? Madragoa, di Matteo Consonni (oggi Consonni Radziszewski) e Monitor di Paola Capata.

Così, oggi ARCO Lisboa mantiene il nome della sorella maggiore di Madrid ma cambia il proprio concept: una fiera libera ma curata, dove vige una regola che sembra empirica e un po’ arbitraria, ma è molto precisa: un artista ogni dieci metri quadrati di stand, per un massimo sei partecipazioni per gli spazi più grandi. 

Arco Lisboa, ph. Rodrigo Gatinho

Accanto alla sezione principale è poi arrivata “Opening”, pensata per essere internazionale e giovane. Ma la vera novità di quest’anno è la sezione curata da Cosmin Costinaș, “Arquipélago de Histórias da Arte”, che raccoglie sei gallerie con altrettanti artisti che propongono progetti che guardano alle tradizioni del passato per portarle nel presente.

“Ad ARCO Lisboa il commerciale è curato e il curatoriale si riflette nel commerciale – spiega la direttrice, Maribel López – è un dialogo complesso che, per noi, richiede tempo. Vogliamo che il rapporto con le gallerie non duri il tempo della fiera, ma che si stabilizzi nel tempo, anche grazie a un gruppo di lavoro meraviglioso. Senza di loro non avrebbe funzionato“.

E ora qualche numero: quest’anno circa 190 i professionisti invitati, di cui 100 collezionisti, 50 curatori e altre figure come giornalisti, direttori di museo e addetti ai lavori in genere. Un gruppo, specialmente quello dei collezionisti, che viene proposto dagli stessi galleristi. Alla domanda su cosa renda speciale ARCO Lisboa, la direttrice risponde: “È la più bella fiera di sempre. L’esperienza non è paragonabile a nessun’altra. Inoltre, non si sente questo caldo nelle altre fiere“. Ride, ma non scherza. 

E infatti, quest’anno sono 86 le gallerie partecipanti, da 17 Paesi per oltre 470 artisti: dal Portogallo, non manca quasi nessuno: da Vera Cortéz a Foco, dalla storica Cristina Guerra a No.No, da Duarte Sequeira a Pedro Cera, da Plato a Presença, mentre da Cile, Spagna, Argentina, Belgio arrivano diverse delle 16 partecipanti alla sezione “Opening”, oltre a grandi nomi che della Latinità hanno fatto il loro cavallo di battaglia (del mercato) dalla brasiliana Almeida & Dale alle madrilene Juan Sìlio e Ehrhardt Flórez, due delle più gallerie iberiche più à la page. Per le vendite generali bisognerà attendere domani, ma quel che è certo – tornando all’inizio – era una possibilità non scontata di buona riuscita, ma ARCO Lisboa non ha mollato la presa.

Arco Lisboa, ph. Rodrigo Gatinho