04 Ottobre 2026 12:46

Bertolami Fine Art: in asta in cappelli del Generale che disse no a Mussolini

Il mercato collezionistico premia le provenienze prestigiose, e la prossima asta di Militaria e Ordini cavallereschi di Bertolami Fine Art Casa D’Aste ne è la prova. 182 lotti, due raccolte d’eccezione: il medagliere dell’Ammiraglio Giovanni Sechi e una selezione di copricapi e divise militari dalla Collezione Marco Pittaluga, esperto scopritore di rarità. L’asta si terrà venerdì 5 giugno alle 15.00 a Palazzo Caetani Lovatelli a Roma. Le esposizioni sono previste il 3 e 4 giugno.


GIOVANNI SECHI (Sassari 1871 – Roma 1948). Le onorificenze presenti nell’asta Bertolami Fine Art provengono dal suo medagliere. Fu Ammiraglio, Senatore e Ministro della Regia Marina.

Le medaglie di Giovanni Sechi: eroe della Grande Guerra, Ammiraglio e Ministro

Il medagliere di un militare è il racconto della sua carriera, un racconto ricco di dettagli intellegibili solo ai conoscitori. Che Giovanni Sechi (1871-1948) sia stato qualcosa di più di un semplice ammiraglio della Regia Marina italiana lo si intuisce scorrendo le onorificenze e le medaglie ricevute in servizio. La presenza nella raccolta di una Navy Distinguished Service Medal, onorificenza introdotta dalla U.S. Navy nel 1919 e raramente concessa agli stranieri, unitamente ad altri Ordini internazionali, è un chiaro indizio che rivestisse anche un rilevante ruolo politico.

Giunto nel 1920 ai vertici della carriera militare con il grado di Ammiraglio, Sechi passò infatti nelle file della politica ricoprendo il ruolo di senatore dal 1920 al 1943 e di Ministro della Regia Marina dal 1919 al 1921 sotto i governi Nitti I, Nitti II e Giolitti V. Di particolare interesse la serie di medaglie al valore ricevute in età giovanile come eroe della prima guerra mondiale e alcuni ordini stranieri conferiti durante gli anni in cui fu ministro. Tra questi, bello e raro, il lotto 7.

CINA, REPUBBLICA – Primo quarto del XX Secolo – Ordine della Tigre striata (Wen-Hu), Placca e pendente di seconda classe
Provenienza: medagliere Ammiraglio Giovanni Sechi. Lotto 7 – Stima 8.000 / 10.000 euro

Lo strepitoso set di cappelli del Generale Giuseppe Valle: il “pallonaro” incastrato tra Mussolini e Balbo

Nel gergo dell’aviazione, il nomignolo un po’ spregiativo di pallonari spettava ai dirigibilisti. Il Generale Giuseppe Valle (1886-1975) era per l’appunto un pallonaro, un uomo che, al di là dell’alterigia riservata dai piloti d’aereo ai loro colleghi piloti d’aerostato, durante la prima guerra mondiale aveva usato il suo precario velivolo per compiere imprese audacissime, ponendo le basi per la costruzione di un’importante carriera.

L’interessante figura di Valle riemerge grazie alla presenza, nella sezione dell’asta dedicata ai cimeli della Collezione Pittaluga, di un suo strepitoso set di cappelli da Generale della Regia Aeronautica (lotti 76, 77, 78, 79).

GIUSEPPE VALLE (Sassari 1886 – Roma 1975)

Nel 1923, Valle era stato uno dei primi a entrare nella Regia Aeronautica, appena costituitasi come arma indipendente. Tre anni dopo aveva conseguito il brevetto da pilota di idrovolante. Non sarebbe mai diventato un grande aviatore, circostanza che seppe però abilmente sfruttare per mantenere quel basso profilo rivelatosi prezioso per arrivare a coprire posizioni di vertice nel clima di feroce competizione creatosi da subito nella nuova arma.

Nel 1929 fu chiamato a sostituire come sottocapo di Stato maggiore il brillante Francesco de Pinedo, silurato da Mussolini per aver apertamente criticato l’operato del gerarca aviatore Italo Balbo. Nel 1930, Balbo, divenuto nel frattempo ministro dell’Aeronautica, fece di Valle il suo capo di Stato maggiore, carica che mantenne sino al 1933, quando anche Balbo fu allontanato dal Duce, per niente entusiasta dell’eccessivo protagonismo di quel suo fedelissimo capace di competere con lui per popolarità.

Valle trasse tuttavia profitto anche da quel nuovo ribaltone. Nel 1934 Mussolini, impegnato a smantellare il sistema di potere creatosi attorno al carismatico Balbo, puntò sul discreto Valle ripescandolo come capo di Stato maggiore e aggiungendo a quel ruolo, sino al 1939, anche la prestigiosa carica di sottosegretario.

Negli anni del suo mandato il Generale Valle si trovò ad affrontare operazioni di guerra che finirono per logorare la forza di volo della Regia Aeronautica: dalla guerra d’Etiopia, all’intervento in favore del Generale Franco nella guerra civile spagnola e alle operazioni per l’annessione dell’Albania. Al pragmatico generale era ben chiaro che la situazione delle nostre forze aeree fosse sideralmente lontana dalla scintillante immagine creata dalle iniziative propagandistiche promosse da Balbo.

Nel settembre del 1939, fu uno dei capi di Stato maggiore che bocciò l’ipotesi di entrata in guerra dell’Italia al fianco di Hitler, dichiarando a Mussolini l’impreparazione della propria forza armata. Come spesso accade nelle dittature, a prevalere fu però la voce dei collaboratori che rappresentavano al capo una narrazione dai colori più rosei, e, d’altra parte, la mancanza di carisma e l’inclinazione alla prudenza che avevano favorito l’ascesa di Valle tolsero alla sua opinione qualsiasi possibilità di persuasione.


ITALIA, REGNO – Secondo quarto del XX Secolo. Berretti da Generale di Armata aerea appartenuti al Generale Giuseppe Valle, Capo di Stato Maggiore della Regia Aeronautica dal 1928 al 1939
Dall’alto a sinistra:
lotto 76 – Berretto da sera. Panno di lana blu scurissimo. Stima 6.000/10.000 euro
lotto 78 – Berretto estivo. Stima 6.000/10.000 euro
lotto 79 – Berretto coloniale. Versione eccezionale color cachi. Stima 10.000/15.000 euro
lotto 77 – Berretto da giorno. Classica tonalità grigio azzurra. Stima 6.000/10.000 euro
Provenienza: Collezione Marco Pittaluga

Le etichette dei berrettifici S. Cardia di Roma o Coruzzolo, un esempio della più alta sartorialità militare, giustificano la finissima esecuzione dei quattro manufatti, pervenuti a noi in perfette condizioni di conservazione per raccontare l’evidente inclinazione all’eleganza del loro antico proprietario.

IMPERO DEL MESSICO. Berretto da Generale, 1863 – 1867 appartenuto a un generale del Secondo Impero del Messico
Provenienza: Collezione Marco Pittaluga
Lotto 137 – Stima 6.000/7.000 euro

Tra le numerose rarità ed eccellenze di moda militare provenienti dalla Collezione Pittaluga va sicuramente segnalato anche il lotto 137, un raro berretto da generale del Secondo Impero del Messico (1863-1867), chiaramente ispirato ai copricapi in uso nell’esercito francese, a conferma della capacità di suggestione esercitata in tutto il mondo e per lungo tempo dall’epopea militare napoleonica.

 

BERTOLAMI FINE ART – Asta 386
LA COLLEZIONE PITTALUGA DI MILITARIA E IL MEDAGLIERE AMMIRAGLIO SECHI

5 giugno 2026 alle 15,00 CEST

Esposizione:
3 e 4 giugno ore 10,30-13,30 / 15,00-18,30 CEST

Palazzo Caetani Lovatelli
Piazza Lovatelli, 1
Roma

Il catalogo dell’asta è pubblicato su www.bertolamifineart.com

Ufficio stampa:
Scarlett Matassi +39 345 0825223
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