09 Ottobre 2026 07:18

L’Accademia di Reggio Calabria trasforma il Castello Aragonese in un “Condominio Mediterraneo”

Dal 6 giugno al 23 agosto 2026, il Castello Aragonese di Reggio Calabria ospita “Condominio Mediterraneo”, un progetto di arti visive e performative che coinvolge artisti di fama internazionale e 60 studenti dell’Accademia di Belle Arti. Un cantiere aperto al pubblico dove l’arte diventa laboratorio di convivenza e partecipazione attiva.

Un castello normanno del XI secolo diventa per un’estate un laboratorio di arte partecipata. È “Condominio Mediterraneo“, il progetto promosso dall’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, diretto da Pietro Sacchetti, con la direzione scientifica di Marcello Francolini. L’iniziativa rientra nel più ampio programma PNRR Performing PRMG, coordinato dall’Accademia di Belle Arti di Catanzaro.

L’idea è semplice e ambiziosa insieme: abbattere il muro tra accademia e sistema dell’arte contemporanea. Per farlo, quattro artisti – Giulia Piscitelli, Adrian Paci, Romina De Novellis e Michele Di Stefano – hanno tenuto altrettanti workshop laboratoriali, coinvolgendo 50 studenti in un percorso di produzione collettiva. A loro si aggiungono 10 giovani dedicati alla documentazione audiovisiva dell’intero processo, seguiti da Rosita Commisso. Gli artisti coinvolti, è chiaro, hanno lavorato sulle proprie “tematiche”: Adrian Paci, noto per i suoi video sulla migrazione e la memoria; Romina De Novellis, riconosciuta per la video-performance e i processi di arte ambientale; Michele Di Stefano come coreografo e fondatore del collettivo MK; Giulia Piscitelli per quanto riguarda l’arte relazionale e partecipativa. Figure provenienti da ambiti diversi, insomma, ma accomunate da una riflessione sul carattere “live” dell’arte contemporanea, dove l’attenzione si sposta dal prodotto finito al processo di creazione.

Il risultato è una mostra diffusa, curata da Lucrezia Longobardi insieme al Gruppo L5, che occupa le sale del Castello Aragonese. Ma il cuore del progetto non è l’esposizione in sé, bensì il processo che l’ha generata: un cantiere permanente di sperimentazione didattica dove pittura, cinema, scultura, comunicazione e didattica dell’arte si mescolano in gruppi interdisciplinari.

«Condominio Mediterraneo nasce per costruire processi di partecipazione attiva tra artisti e studenti – spiega Marcello Francolini –. L’obiettivo è avvicinare i giovani al sistema dell’arte contemporanea, ma anche generare ricadute sociali e territoriali, ripensando il modo di abitare e condividere lo spazio pubblico».

Il titolo evoca una convivenza necessaria, quella tra le diverse sponde del Mediterraneo, ma anche quella tra generazioni, saperi e pratiche artistiche. Lo conferma la scelta di spostare le attività dell’Accademia al Castello per l’intera estate: le sale non solo ospiteranno le opere prodotte – video, installazioni, performance, coreografie – ma diventeranno atelier aperti dove gli studenti potranno esercitare le discipline apprese.

«Non si tratta più di un discorso puramente artistico – aggiunge la curatrice Lucrezia Longobardi –. La pratica performativa diventa una nuova prospettiva sulla conoscenza, una relazione triangolare tra formazione, società e territorio».

L’ingresso alla mostra è libero. Il Castello Aragonese, simbolo della città dello Stretto, diventa così per quasi tre mesi un “condominio” aperto a tutti: un luogo dove l’arte non si guarda, ma si abita.

Condominio Mediterraneo
Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria
A cura di Marcello Francolini
Direttore: Pietro Sacchetti
Con Giulia Piscitelli, Adrian Paci, Romina De Novellis, Michele Di Stefano
Mostra a cura di Lucrezia Longobardi e Gruppo L5
6 giugno – 23 agosto 2026
Castello Aragonese, Reggio Calabria