
Nell’XI edizione, il Teatro India celebra il corpo come potenza affettiva ed espansa, tra coreografie internazionali, prime assolute e laboratori diffusi
Nell’anno del Mediterraneo, Fuori Programma Festival torna al Teatro India con un’edizione che fa del corpo il proprio orizzonte. Non il corpo disciplinato, addomesticato, ridotto a forma: ma il corpo come materia magmatica, come carne pulsante che agita le cavità terrestri e ne trasuda i tremori dalla pelle: “Fragile e resistente, il corpo danza sul crinale delle oscillazioni del presente, tra tensione e possibilità liberatorie”, ricorda Valentina Marini, direttrice artistica.
La rassegna, giunta all’undicesima edizione, si presenta come un dispositivo che trasforma il palcoscenico in un campo di forze dove il movimento non è mai neutrale: si rifrange come memoria, come eco di suoni lontani e futuri. Ogni gesto produce una risonanza che si diffonde nell’ambiente e modifica le atmosfere che respiriamo insieme. I paesaggi, a loro volta, si rivelano come alterazioni epidermiche: membrane sensibili e senzienti che si intrecciano alle intimità quotidiane, a temporalità piegate ai ritmi dei corpi. Muoversi, in questo luogo denso, significa curvare lo spazio-tempo, perturbarlo e riscaldarlo. “Il corpo che Fuori Programma celebra non è la singolarità. È una potenza affettiva che sovrasta l’individuo: carne pulsante di culture, storie, immaginari e sogni. È spazio danzante come ancestrale richiamo all’esistenza. Le pratiche coreografiche si irradiano come strumenti che misurano le temperature di geografie mobili, piegate e piegabili al domani che evocano. Danzare, qui, è soffiare forze impercettibili, relazioni inedite, territori fluttuanti, cosmogonie strabordanti.”
Il programma delle serate
Il 4 luglio, la serata si apre al tramonto con la Prima Assoluta di Between the Lines, duetto del coreografo e danzatore franco-tunisino Ilyes Triki, che esplora le cicatrici invisibili delle vite moderne. A seguire, la Prima Italiana di Soul(s) Power di Hamdi Dridi, coreografo la cui estetica trasforma il palcoscenico in un universo di musica e danze urbane. La serata si chiude con un’altra Prima Italiana: Le Piquet, solo di David Zagari che indaga la relazione tra forza di gravità e corpo.
Il 5 luglio, il festival presenta quattro progetti. L’anteprima di Triple Trip del giovane talento Roberto Tedesco per Spellbound Contemporary Ballet: un triplice viaggio dove lo spazio custodisce più tempi nello stesso istante. Subito dopo, Waterkind, duetto firmato da Land Before Time (Joanna Holewa Chrona e Yared Tilahun Cederlund), che unisce coreografia, deejaying e freestyle in un’interazione tra due corpi senza contatto fisico. Ancora un’anteprima: Ghostland, nuovo lavoro del coreografo Mauro Astolfi, cofondatore di Spellbound, che tratteggia un territorio visionario abitato da corpi reali che rischiano di diventare ombre. La serata si conclude con This is a Premiere, coreografia di Cristiana Morganti & Emanuele Soavi, una riflessione sul coraggio, la paura e la sopravvivenza artistica.
Laboratori e partecipazione
L’XI edizione si arricchisce di progetti laboratoriali e partecipativi: le Esplorazioni Urbane il 22 giugno a cura di Associazione CentroCelle e il 24 giugno a cura di Retake Roma – Alessandrino-Torre Spaccata-Torre Maura; il workshop Lo sguardo performativo a cura di Teatro e critica (scadenza candidature 20 giugno); il laboratorio-audizione Forget Diplomacy tenuto da Irene Russolillo; e l’installazione multimediale e interattiva Eco, realizzata da studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Roma, visitabile liberamente dal 4 al 10 luglio all’India.





