
Gli archeologi della Wessex Archaeology avrebbero trovato una struttura che potrebbe essere il precursore della celebre “architettura”, guarda caso a pochi giorni dal solstizio d’estate che attrarrà a Stonehenge migliaia di visitatori
Certi argomenti non passano mai di moda: proprio a pochi giorni dal solstizio d’estate, quando migliaia di visitatori convergeranno su Stonehenge per assistere all’allineamento del sole con le pietre del celebre cerchio megalitico, gli archeologi della Wessex Archaeology hanno annunciato una scoperta che riscrive la storia del sito. A Bulford, a soli tre miglia da Stonehenge, è stata individuata una struttura che potrebbe essere il prototipo del famoso allineamento solare, risalente a secoli prima della costruzione delle imponenti pietre.
La scoperta è stata effettuata durante gli scavi obbligatori preliminari alla costruzione di nuove abitazioni per conto del Ministero della Difesa britannico. Al centro del ritrovamento ci sono due buche per pali, distanti circa 120 metri l’una dall’altra, allineate in modo tale che i pali ormai scomparsi puntassero direttamente verso il sole nascente al solstizio d’estate e verso il sole al tramonto al solstizio d’inverno – esattamente come fanno oggi la pietra dell’altare e la heel stone di Stonehenge.
Fabio Silva, archeologo specializzato in archeoastronomia, ha confermato l’allineamento dei buchi e ha dichiarato: «L’allineamento dimostra che le comunità già interagivano con i solstizi d’estate e d’inverno nel paesaggio di Stonehenge, secoli prima che le pietre di arenaria fossero erette. Più che segnare l’inizio di una storia, Stonehenge ora appare più chiaramente come l’emergere di tradizioni e pratiche con radici molto più profonde in questo paesaggio».
Gli scavi, condotti tra il 2015 e il 2017, hanno inoltre portato alla luce buche risalenti al 2950 a.C. circa – contemporanee alla fase più antica della costruzione di Stonehenge – insieme a frammenti di ceramica, ossa di animali e carboni che suggeriscono che il luogo fosse frequentato da un gran numero di persone in determinati periodi dell’anno.
Matt Leivers, responsabile della ricerca senior presso Wessex Archaeology, ha aggiunto: «Quello che vediamo qui è la religione dell’età della pietra resa manifesta nel terreno. Non sappiamo cosa significasse per loro il sole. Non sappiamo se lo personificassero come una divinità. Ma la quantità di sforzo dedicata a segnare i suoi movimenti non lascia dubbi: si tratta di un evento religioso di grande importanza, iscritto nell’intero paesaggio per millenni».





