03 Ottobre 2026 02:07

3 milioni di dollari. Clamoroso record in asta per Piero Dorazio

Piero Dorazio, Tic-Tac Rosso (1959-1960), record a 3 milioni di dollari
Piero Dorazio, Tic-Tac Rosso (1959-1960), record a 3 milioni di dollari
Posto in vendita con una stima di 351.000 dollari, Tic-Tac Rosso (1959-1960) ha decuplicato la cifra, stracciando il precedente record

La notizia è passata un po’ in sordina, complice l’incipiente Art Basel week che ha catturato le attenzioni di tutti. Ma proprio a pochi giorni dal via della fiera, a Monaco di Baviera andava in scena una serata a suo modo memorabile per un grande artista italiano. Che in un’asta battuta da Ketterer Kunst, ha decuplicato le stime stabilendo un sensazionale record mondiale. L’artista è Piero Dorazio, e l’opera protagonista della performance è Tic-Tac Rosso (1959-1960), uno dei capolavori più significativi della sua produzione. Che posta in vendita con una stima di 351.000 dollari, è andata battuta per oltre 3 milioni.

Il precedente record d’asta di Dorazio era detenuto da Troppo segreto (1961), venduto per circa 850mila dollari da Christie’s a Parigi nel 2022. Durante l’asta dedicata alla collezione di Hubert de Givenchy. Questo nuovo risultato proietta definitivamente Dorazio fra i grandi nomi dell’arte internazionale. L’opera da record, una monumentale tela di quasi due metri per lato, appartiene alla stagione creativa più celebrata del maestro romano. Quella che ne sancì l’affermazione internazionale tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta.

 

Piero Dorazio nel suo studio, 1959, foto Werner Schloske © Piero Dorazio by SIAE 2026 - VG Bild-Kunst, Bonn 2026
Piero Dorazio nel suo studio, 1959, foto Werner Schloske © Piero Dorazio by SIAE 2026 – VG Bild-Kunst, Bonn 2026

Realizzato tra il 1959 e il 1960, Tic-Tac Rosso rappresenta in modo esemplare la ricerca di Dorazio sul colore e sulla luce attraverso una fitta trama di linee intrecciate. L’importanza storica dell’opera – proveniente da una collezione privata tedesca, dove era conservato da oltre venticinque anni – è confermata dalla sua presenza alla XXX Biennale di Venezia del 1960, evento che segnò il definitivo riconoscimento internazionale dell’artista. Nel corso dei decenni il dipinto è stato esposto in numerose mostre museali in Europa e negli Stati Uniti.