09 Ottobre 2026 08:12

Musei Civici di San Gimignano. 90 opere per la mostra sulle nuove acquisizioni

Raffaele De Grada, Blick im Reppiech, 1918, olio su tela
Raffaele De Grada, Blick im Reppiech, 1918, olio su tela
Bronzi, maioliche, dipinti, disegni e grafiche che vanno dal Quattrocento al Novecento accrescono la Galleria d’Arte Moderna di San Gimignano

Il titolo richiama la volontà di riscoprire, insieme alle nuove acquisizioni, opere, artisti e documenti meno conosciuti e quasi mai esposti ma fondamentali per il patrimonio civico. Riunisce 90 opere la mostra L’altra galleria. Acquisizioni e opere svelate dei Musei Civici di San Gimignano, curata da Valerio Bartoloni con la supervisione di Antonio Natali. Bronzi, maioliche, dipinti, disegni e grafiche che vanno dal Quattrocento al Novecento. Le acquisizioni sono recenti e mai esposte prima, frutto di un impegno programmatico del comune di San Gimignano di far accrescere la Galleria d’Arte Moderna della città.

5 sezioni, ordinate per tema e cronologia: la prima che testimonia la donazione Pacchiani, con bronzi e maioliche del ‘400 e ‘500; la seconda che parla della devozione popolare a San Gimignano con preziosi ex voto dedicati a Santa Fina; la terza con gli artisti che interpretano il territorio fra ‘800 e ‘900, fra tutti, Niccolò Cannicci, maestro del naturalismo con scorci di vita quotidiana commoventi; la quarta, “Genus Loci” con artisti genuinamente locali, la quinta ed ultima sezione, “revival contemporaneo” con donazioni fatte all’indomani di mostre temporanee.

 

L'altra galleria. Acquisizioni e opere svelate dei Musei Civici di San Gimignano
L’altra galleria. Acquisizioni e opere svelate dei Musei Civici di San Gimignano

Per il curatore, Valerio Bartoloni, Direttore dei Musei Civici di San Gimignano, si tratta di “un progetto che coniuga tutela e valorizzazione e che intende attribuire rilievo a beni sconosciuti o da tempo sottratti alla fruizione pubblica. Opere in parte frutto di una consapevole politica di acquisizioni condotta in questi ultimi anni. Tesa non tanto a una mera implementazione del patrimonio, quanto a un arricchimento in grado di colmare alcune lacune delle già ragguardevoli raccolte museali. Offrendo nuove chiavi di lettura per una più adeguata comprensione dell’insieme e nuove prospettive per un rinnovamento delle collezioni”.

Delle sei opere in mostra di Cannicci, maestro ancora poco studiato e grazie a questa occasione rivalutato e riscoperto, quattro sono di recente acquisizione: La guardianella di tacchini, La tessitrice, Cacciagione e Le fonti di San Gimignano (frutto di quelli che in mostra sono chiamati mirati acquisti) e vanno a aggiungersi alla sezione su Cannicci nella permanente della Galleria, dove sono esposte opere del pittore acquisite nel tempo di cui le più recenti, “Via Quercecchio” (dove Cannicci abitava) e Aratura.

 

Niccolò Cannicci, Guardianella di tacchini, 1887
Niccolò Cannicci, Guardianella di tacchini, 1887

Le ultime due opere delle sei in mostra sono il disegno di Pastorella con cavallo e gregge e La capra nutrice. Il primo è un soggetto tipico in Cannicci riproposto in molti suoi quadri. La capra nutrice invece, è un’incisione di Celestino Turletti. Ricavata da un soggetto, La capra nutrice, appunto, inventato da Cannicci e da lui riprodotto in più versioni.

Talmente piacque il tema della madre anemica che mette il bimbo direttamente a contatto con la mammella della capra per fargli prendere il latte, che fu riprodotto in incisione non solo da Turletti ma anche da altri artisti coevi. In mostra una splendida copia della Madonna della Seggiola di Raffaello. Che riporta alla dolcezza della figura femminile materna, come espressione di un pieno stato di grazia.

 

Pietro Annigoni, San Gimignano, anni Quaranta del XX secolo, china su carta
Pietro Annigoni, San Gimignano, anni Quaranta del XX secolo, china su carta

Interessanti sono gli apparati: la guardianella e la tessitrice, sono figure delle quali si era persa la memoria. Il curatore e l’equipe di lavoro che lo ha coadiuvato, prima fra tutti la dott.ssa Ilaria Magni, in una lunga ricerca hanno scoperto che in passato erano state pubblicate e in mostra sono esposti i documenti inediti.
Meravigliosa l’esposizione delle maioliche del XV-XVIII di pregiata manifattura di Deruta con bacili e deschi con stemmi e figure popolane.

Fino al 28 febbraio 2027
Complesso museale di Santa Chiara
Via Folgore, 11 – San Gimignano (SI)
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