09 Ottobre 2026 08:10

Summer Dream. Luca Giovagnoli al PART di Rimini

Luca Giovagnoli, Beach Games, 2026, olio su tela, 100 x 140
Luca Giovagnoli, Beach Games, 2026, olio su tela, 100 x 140
I Palazzi dell’Arte di Rimini riuniscono oltre trenta opere dell’artista fra grandi tele, lavori di piccolo formato e disegni

Oltre trenta opere, fra grandi tele e lavori di piccolo formato, disegni, riuniti nello spazio dei Palazzi dell’Arte, che fino al 13 settembre celebrano, attraverso i nuclei tematici della ricerca dell’artista, la sua città, Rimini, che lo omaggia con questa mostra. In Summer dream, l’estate non è una stagione bensì una condizione psicologica in cui il reale lascia posto al sogno, in uno spazio illusorio sospeso fatto di spiagge, sdraio, trampolini, costumi da bagno.

La pittura di Luca Giovagnoli racconta la vita senza eroismi e spettacolarizzazioni, nasce da un impulso primitivo, quasi radicale di mettere in scena l’esistenza umana così come appare, senza filtri o edulcorazioni. I corpi sono rappresentati in spazi sospesi nel tempo e interagiscono fra loro fino a posare lo sguardo sull’aspetto più intimo dell’erotismo. Le sue figure sono protagoniste di una narrazione onirica, colte in un momento di sospensione narrativa; ogni quadro rappresenta il fotogramma di un film. Proprio al cinema Giovagnoli si riferisce, al più importante riminese che la storia ricordi, Federico Fellini, con il quale l’artista ritrova non solo una comunanza di luoghi ma anche l’ossessione dei disegni erotici, bozzetti senza veli, che il regista riminese usava come partenza per la costruzione cinematografica delle proprie visioni notturne.

Nei quadri di Giovagnoli si può ritrovare lo stesso desiderio per le apparizioni di figure femminili, che sono a volte ammalianti, a volte deformate, enigmatiche e sommessamente erotiche. Nella sua narrazione non c’è mai il compiacimento estetico piuttosto la volontà di estraniamento dello spettatore che abbandona lo spazio reale per trascendere in un luogo non luogo fatto di desiderio e a volte smarrimento. In Theater, opera nella quale l’artista ritrae quattro uomini seduti in un bistrò, l’immagine riecheggia e omaggia i “vitelloni” di Fellini.

 

Luca Giovagnoli, At the usual place, 2025, olio su tela, 150 x 140 cm
Luca Giovagnoli, At the usual place, 2025, olio su tela, 150 x 140 cm, Rimini

Fra i temi dominanti del suo linguaggio artistico c’è il bacio, che rappresenta l’amore fisico, carnale e l’abbraccio, come suggello di una passione che vive attraverso gli amanti, un ricordo di un rapporto amoroso, di una relazione clandestina oppure la fine di un amore. Il matrimonio, l’unione felice e appagante insieme ai ritratti di famiglia, compaiono nella sua messa in scena più come un ricordo felice ma passato, che come un momento di vita attuale. Le visioni di Giovagnoli sembrano sempre svanire nel colore e nel tempo.

Il colore è fondamentale, la pittura a olio è materica, solida, stesa con pennellate larghe e ampie campiture di pigmento, colori pastello, nuances, nel rosa e nell’azzurro intervallati da tratti dalle sfumature acide e brillanti, sono il suo timbro di fabbrica. Il rosa è il colore feticcio, domina la sabbia, i corpi, crea l’atmosfera della tela. Si tratta di un colore “costruito”, “artificiale”, “innaturale”, creato ad hoc nella sfumatura rosa candy, che evoca una dolcezza da bambola hollywoodiana, eppure è ambiguo e trasmette l’inquietudine psicologica e il senso di inadeguatezza dei personaggi in un mondo altro.

In Beach games, la donna indossa un costume intero retrò e occhiali da sole, l’uomo una camicia a righe sbottonata, sono i protagonisti di una messa in scena che ricorda un set cinematografico. La capacità di Giovagnoli di dare parola ai personaggi attraverso i loro corpi e il colore è straordinaria. Si portano in scena delle maschere pirandelliane, che alludono, fanno intendere una intimità tra loro in un’atmosfera sospesa grazie al sapiente uso della tecnica pittorica. I fondali, infatti, spesso rosati per la sabbia, oppure azzurri per il mare e il cielo, diventano con Giovagnoli superfici piatte, fredde o calde a seconda, uniformi e prive di profondità atmosferica.

 

Luca Giovagnoli, Beach Games, 2026, olio su tela, 140 x 180 cm
Luca Giovagnoli, Beach Games, 2026, olio su tela, 140 x 180 cm, Rimini

In The trampolin, l’azzurro proietta il tuffatore in un’utopica piscina, la scena sembra come in una slow-motion, congelata nell’attimo prima del lancio, perfetta a tal punto da far trasparire la fragilità psicologica del soggetto. Il colore racconta, narra attraverso forme incerte e fluttuanti, si mette in azione una narrazione umana che, seppur in un apparente distacco, mostra sentimenti e reticenze, sogni e volontà di evadere dalla realtà.

Le sue serie di “microstorie” raccontano una realtà di provincia che guarda lontano, ambiscono all’immagine di un’America lontana, abitata da figure seducenti, con i simboli di una società post bellica che costruisce il boom economico: grandi automobili, décolleté dai tacchi vertiginosi (le scarpe femminili sono un’altra presenza feticcio del suo immaginario visivo), le laundries, luoghi pervasi dalla solitudine e al tempo stesso ricchi di pathos e desideri inconfessabili.

Il maschio in I love you diventa un Pinocchio, il naso lungo è l’inganno, così come le donne coniglietto e i volti bendati, gli orsacchiotti di peluche che diventano spettatori di uno striptease in una camera d’albergo, sono attori di immagini frammentate, in un film nel quale lo spettatore è invitato a immergersi tra desiderio, memoria e finzione, per cercare la sua felicità possibile.

 

Luca Giovagnoli, Afternoon at the pool, 2026, olio su tela, 160 x 200 cm
Luca Giovagnoli, Afternoon at the pool, 2026, olio su tela, 160 x 200 cm

Summer Dream. Luca Giovagnoli
Fino al 13 settembre 2026
a cura di Valentina Ciarallo
Palazzi dell’Arte Rimini