
“Le sfide e le esigenze che le gallerie affrontano oggi, il ritmo e gli obblighi a cui devono rispondere, si sovrappongono sempre più alla gioia di un lavoro che ha al centro la bellezza e lo stupore”: con queste parole la gallerista Vera Cortês si allunga all’elenco delle gallerie che chiudono la propria attività
“A vida, para a vida, é sempre longa; mas para a arte é sempre breve; só quando se não faz nada há sempre tempo” (La vita, per la vita, è sempre lunga; ma per l’arte è sempre breve; solo quando non si fa nulla c’è sempre tempo).
Con questi versi del poeta, filosofo e traduttore portoghese Agostinho da Silva, la storica galleria lisboeta Vera Cortês annuncia la chiusura della sua attività, dopo 23 anni di storia. Una lunga lettera, pubblicata su Instagram e nel sito della galleria, che rimarca: “Chiudo la Galeria Vera Cortês perché sento che il suo percorso si è compiuto, che mi attendono altre sfide e altri modelli in cui la mia passione per l’arte e per gli artisti possa fermarsi e fiorire, non come un fiore obbligato a stare nel vaso, ma vicino alla terra e con i piedi per terra“.
Rappresentante artisti come Alexandre Farto (aka Vhils), Ana Vieira, André Romão, Carlos Bunga e Céline Condorelli (già esposti anche al Pirelli HangarBicocca di Milano), il grande spagnolo Ignasi Aballí e il Maestro portoghese José Pedro Croft, scrive la gallerista: “La volontà e la speranza che mi hanno spinto nel 2003 ad aprire la Vera Cortês, Agência de Arte, un modello singolare tanto criticato quanto amato, sono le stesse che oggi mi fanno credere che sia giunto il momento di chiudere il progetto galleristico in cui si è trasformata negli ultimi dieci anni. Chiudo la Galeria Vera Cortês dopo la crescita sostenuta degli ultimi anni, in un momento in cui rappresenta artisti il cui lavoro ammiro e la cui fiducia mi inorgoglisce, senza dimenticare la gioia di aver condiviso con tanti altri percorsi che continuo a seguire e a celebrare. Ho avuto la fortuna (e anche la saggezza, dico senza falsa modestia) di creare relazioni di vicinanza e di amicizia con collezionisti, curatori e colleghi che mi hanno sostenuto e hanno creduto con me in questi artisti, sostenendone la crescita e la proiezione. È per la volontà e la speranza di continuare a onorare l’impegno nei loro confronti con lo stesso entusiasmo con cui ho iniziato, che riconosco che le sfide e le esigenze che le gallerie affrontano oggi, il ritmo e gli obblighi a cui devono rispondere, si sovrappongono sempre più alla gioia di un lavoro che ha al centro la bellezza e lo stupore“.
Oltre al ricordo dell’impegno in prima linea, per la riduzione dell’IVA, insieme a tante altre gallerie portoghesi, c’è anche la consapevolezza che il mercato e i suoi ritmi abbiano trasformando definitivamente questo settore: “Una galleria d’arte è un’impresa commerciale, su questo non ho mai avuto dubbi né alcun pudore. Tuttavia, la dimensione commerciale e la crescente competizione determinano sempre più cosa si mostra, come e quando. E, sebbene sia profondamente solidale e orgogliosa dei miei colleghi e amici che continuano a dedicarsi al sistema con le loro gallerie in Portogallo e all’estero, so che per me si profilano ora altre strade“.
Presenza costane alle edizioni ARCO di Madrid e Lisbona, Cortês aveva marcato terreno anche a varie edizioni di Artissima, Armory Show, Pulse Miami, Art Brussels, nelle brasiliane Art Rio e SP-Arte, Frieze London e Loop Barcellona. La chiusura ufficiale della galleria è prevista per il prossimo 19 dicembre.




