29 Settembre 2026 16:27

Morta Fulya Erdemci, la grande curatrice turca

Fulya Erdemci, Photo: Elif Kahveci. Courtesy Unlimited Publications

L’ex direttrice della Biennale di Istanbul si è spenta a 60 anni dopo una lunga malattia. Aveva curato mostre in tutto il mondo, da Venezia a San Paolo, da Mosca alla Nuova Zelanda

Il mondo dell’arte contemporanea perde una delle sue voci più influenti. Fulya Erdemci, curatrice turca di fama internazionale ed ex direttrice della Biennale di Istanbul, è morta all’età di 60 anni a causa di un tumore. La notizia è stata confermata dalla stessa Biennale di Istanbul attraverso i social media, dove l’istituzione ha reso omaggio a colei che l’ha diretta dal 1994 al 2000.

Nata nel 1962, Erdemci ha studiato tra la Boğaziçi University di Istanbul e la Columbia University di New York, forgiando fin da subito uno sguardo internazionale che avrebbe caratterizzato l’intera sua carriera. La sua passione per l’arte, l’urbanistica e la geopolitica della sua città natale l’ha portata a fondare nel 2002 le Istanbul Pedestrian Exhibitions, un progetto espositivo pubblico pionieristico per la Turchia, seguito nel 2005 da una seconda edizione curata insieme all’artista turco-svizzero Emre Baykal.

Una carriera internazionale

Il suo curriculum espositivo è impressionante. Erdemci ha curato il Padiglione Turco alla Biennale di Venezia nel 2011 e nel 2013 è stata chiamata a dirigere la 13ª Biennale di Istanbul, un’edizione che sarebbe rimasta nella storia per la concomitanza con le proteste di Gezi Park. In quell’occasione, la sua visione dello spazio pubblico come forum politico si è fatta realtà, con il parco adiacente allo spazio espositivo di piazza Taksim che è diventato il cuore della contestazione popolare. Nello stesso anno, Erdemci è tornata a Venezia per partecipare alle proteste insieme ad altri curatori, artisti e mecenate turchi contro la brutale repressione delle manifestazioni a Istanbul. Ma il suo raggio d’azione si estendeva ben oltre i confini turchi: nel 2002 ha curato la Bienal de São Paulo, nel 2007 la Biennale di Mosca e nel 2008 la Biennale dell’Arte nello Spazio Pubblico di Christchurch, in Nuova Zelanda.

L’impegno per lo spazio pubblico

Dal 2008 Erdemci viveva tra Istanbul e Amsterdam, dove dirigeva la SKOR Foundation for Art and Public Domain. Nel 2020 è stata nominata curatrice del KØS Museum of Art in Public Spaces in Danimarca. Proprio in quell’occasione aveva dichiarato: «Il dominio pubblico è per me il luogo in cui accade l’evento: la società si incontra, pensieri diversi si confrontano e il dialogo ha inizio. Oggi sperimentiamo una “nuova normalità”, che presenta nuove sfide per il mondo dell’arte. Dobbiamo ampliare i formati espositivi ordinari e la nostra idea di vita sociale e interazione». E proprio in un’intervista a Metropolis M nel 2008, aveva dichiarato: «La maggior parte delle opere d’arte contemporanea non è destinata a rimanere lì per sempre. Gli artisti vogliono mettere in relazione le loro opere con una situazione, un momento, le persone, un contesto specifico che cambia nel tempo. Questa è una sfida per l’artista, ma è anche stimolante vedere quali tipi di sperimentazioni si possano fare a questo riguardo».