
Torino presenta i progetti di restauro e ammodernamento della Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, inaugurata nel 1959
Accostando con equilibrio l’ultramoderno all’esistente, negli ultimi anni Torino ha acquisito un nuovo aspetto. Ora la città compie un altro passo verso il futuro restaurando e ammodernando la Gam (Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea), inaugurata nel 1959. Primo esempio in Italia di edificio progettato dagli architetti Carlo Bassi e Goffredo Boschetti per tale arte con linee del Movimento Moderno Italiano (in voga allora nell’architettura pubblica e privata di livello). Suscitando prestigio come la più innovativa realizzazione museale del dopoguerra e stupore ed emozione anche in chi scrive che, adolescente, abitava all’epoca in zona.
Importante ricordare che la Gam ha il suo antecedente museale risalente al 1863, quando la città di Torino promuove all’interno del Museo Civico una raccolta di arte moderna (come si definiva allora il Contemporaneo) inizialmente esposta insieme a quella antica e dal 1895 fino al bombardamento del 1942 trasferita in un padiglione in Corso Siccardi (ora Corso Galileo Ferraris). Su tale area è nata nel 1959 la Gam con tutti i requisiti necessari a un’istituzione innovativa: attualmente custodisce una ricca collezione – tra le più importanti a livello nazionale e internazionale – di circa 50.000 opere tra dipinti, sculture, fotografie e installazioni oltre a disegni, incisioni e film e video d’artista e comprende inoltre la Biblioteca d’arte civica e l’Archivio fotografico oltre a molti altri servizi ritenuti allora necessari a un museo di tal fatta.
Stupefacente per la sua originalità è stata nel 1959 (precorrendo l’odierna bioarchitettura) la rottura della maglia ortogonale (ereditata dal castrum romano fondativo di Augusta Taurinorum cioè Torino) con l’inserimento in diagonale della nuova struttura allo scopo di usufruire dell’asse eliotermico per sfruttare al meglio la luce solare. Negli anni, i vari spicchi di giardino sono stati arricchiti con importanti opere d’arte e alcuni elementi originari sono stati modificati nella ristrutturazione terminata nel 1993 per cui, manifestatasi la necessità di numerosi nuovi adeguamenti, si è voluto riportare l’edificio alla sua bellezza originaria come è stato illustrato nella conferenza stampa recentemente tenutasi nel Foyer del Teatro Regio dove è stato presentato l’affascinante progetto di riqualificazione, rilancio e valorizzazione basato su tre principi: innovazione, formazione e partecipazione, ispiratori del progetto che ha vinto il concorso internazionale. Nasce così quella che viene definita “Gam 4.0” a significare il passato proiettato nel futuro.

Dagli interventi di Stefano Lo Russo (Sindaco di Torino), Marco Gilli (Presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo e Presidente della Giuria), Massimo Broccio (Presidente della Fondazione Torino Musei), Chiara Bertola (Direttrice dalla Gam) e da rappresentanti del team vincitore: Winy Maas e Bertrand Shippan per MVRDV di Rotterdam, Alberto Lessan e Jacopo Bracco per Balance Architettura ed Elena Bo per EP&S Group – moderati da Federico Monga (Vice Direttore de La Stampa) e Walter Mariotti (Direttore Editoriale di DOMUS) – le autorità cittadine e nazionali presenti e la platea interessata e coinvolta hanno appreso le caratteristiche del progetto dimostrando di averne colto e realizzato lo spirito e le istanze più profonde tra cui quella di aumentare considerevolmente gli spazi.
Visti i vincoli esistenti, risulta splendida l’idea di un ampliamento interrato che aumenta l’area espositiva per cui le opere nei sotterranei non saranno più solamente conservate, ma faranno parte di un luogo vivente, accessibile e attivo in virtù di superfici trasparenti.
Interessante e affascinante la soluzione di abbattere i muri esterni, pur conservando l’ingresso nella sua collocazione storica all’angolo tra via Magenta e corso Galileo Ferraris, in modo da creare una nuova ampia “piazza civica” con vetrate: aprendo alla città tutto l’anno e offrendo iniziative all’aperto, questo superspazio, favorito dalla “Diagonale di luce” (percorso pedonale diagonale vetrato che connette direttamente Gam, Politecnico e Ogr) cancella la barriera tra interno ed esterno trasformando l’hortus conclusus in uno spazio aperto e favorisce l’aggregazione e il collegamento con il centro cittadino e i nuovi quartieri della città. Così nasce una fantastica area che rientra nell’evoluzione pregna di significati – legati ai vari momenti storico-sociali – del termine ‘piazza’ dalle antiche agorà greche fino agli odierni spazi urbani.
Luogo fisico di incontri privati e pubblici per celebrazioni, proteste, rivoluzioni fino a svuotarsi, oggi in cui il web favorisce ed esalta l’individualismo, la piazza viene riproposta come luogo di conoscenza, dialogo e comprensione reciproca: sarà interessante vedere se il pubblico (nuove generazioni e non, cittadini e visitatori) della nuova Gam 4.0 saprà sfruttare e potenziare questa magnifica occasione. Anche i giardini rinnovati e ampliati come aree verdi saranno un ulteriore tramite con l’esterno insieme con le opere d’arte all’aperto integrate stabilmente nel paesaggio urbano.

L’interno vedrà tra l’altro la riapertura dei lucernari, il recupero degli arredi e l’adozione di un sistema espositivo flessibile. Nel corpo principale si svolgeranno funzioni espositive e attività complementari: al piano terra ci saranno ambienti di accoglienza alternati ad altri aperti al pubblico non legato al museo come per esempio uno spazio polifunzionale, l’area di ristorazione e l’auditorium mentre al primo e secondo piano troveranno posto le collezioni permanenti e le mostre temporanee.
In attesa di vedere realizzato lo straordinario progetto, la Gam offre al pubblico curioso una mostra in cui sono presentati i vincitori e i quattro finalisti del concorso (scelti tra 49 progetti giunti da tutto l’orbe): Kengo Kuma & Associates Europe, Guillermo Vázquez Consuegra Arquitecto SLP, Mario Cucinella Architects e ACPV Architects – Antonio Citterio Patricia Viel aggiungendo eventi di grande interesse durante la cantierizzazione della struttura fino all’estate 2027.
“Una giornata storica” per la cultura, per Torino, l’Italia e l’Europa e ovviamente per la Gam e la Fondazione Torino Musei perché proprio ripristinando e conservando il nativo spirito innovativo si realizza un’opera che precorre i musei del futuro grazie a un investimento di 27,5 milioni di euro sostenuto da Fondazione Compagnia di San Paolo.





