29 Settembre 2026 15:45

Il semestre d’oro di Christie’s, come non si vedeva dal 2021

Post War and Contemporary Art, Christie’s

La casa d’aste registra la migliore performance dal 2021. Vendite in asta in crescita del 71%, tasso di vendita al 91%. Il CEO: «Cresciuti in tutti i dipartimenti e in tutte le regioni»

Il mercato globale delle aste sta ritrovando il suo equilibrio. O almeno, questo è quanto emerge dai numeri rilasciati nel comunicato di metà anno di Christie’s. La casa d’aste ha riportato ricavi per 4,5 miliardi di dollari nel primo semestre del 2026, di cui 3,5 miliardi dalle vendite in asta e oltre 1 miliardo dalle vendite private: si tratta del miglior primo semestre degli ultimi cinque anni, con un balzo del 71% rispetto allo stesso periodo del 2025.

A trainare i risultati sono state le grandi collezioni, in primis la vendita da 630,8 milioni di dollari della raccolta dell’editore S.I. Newhouse. Ma Christie’s tiene a sottolineare che la ripresa non si è limitata a pochi lotti da titoli dei giornali.

«Abbiamo avuto il nostro miglior primo semestre degli ultimi cinque anni – ha dichiarato l’amministratore delegato Bonnie Brennan – con una crescita in tutti i dipartimenti e in tutte le regioni, a ogni fascia di prezzo. Abbiamo inoltre registrato i livelli più alti di sempre di partecipazione internazionale alle offerte e agli acquisti».

Nel suo rapporto di metà anno, Christie’s ha puntato l’attenzione su una serie di indicatori che vanno oltre il semplice volume delle vendite, a dimostrazione che la fiducia dei collezionisti è realmente tornata. Il tasso di vendita è salito al 91%, rispetto all’87% dell’anno precedente. Le opere sono state vendute in media al 124% della stima minima, contro il 112% del 2025. Il numero medio di offerenti per lotto ha raggiunto un livello record, segno di una concorrenza più ampia e diffusa.

Il dato forse più incoraggiante, però, arriva dalla fascia media del mercato. Le opere stimate tra i 20.000 e i 100.000 dollari hanno raggiunto il 148% della stima minima, con un miglioramento del 21% rispetto all’anno scorso. Questo significa che le gare competitive non si sono limitate ai capolavori da centinaia di milioni, ma si sono estese al cuore del mercato.

I risultati da 2,3 miliardi di dollari

I risultati sono stati guidati dal settore delle belle arti. Le vendite di arte del XX e XXI secolo sono cresciute del 79%, raggiungendo i 2,3 miliardi di dollari. Ma il dato più sorprendente è quello dei Maestri Antichi, che hanno registrato un balzo del 232%. Il comparto del lusso, che negli ultimi anni era stato uno dei motori di crescita del settore, ha invece segnato un aumento più contenuto del 15%, a 539 milioni di dollari. Numeri che suggeriscono come sia stata l’arte tradizionale, più che i collezionabili di lusso, a trainare la crescita di Christie’s.

Christie’s ha anche sottolineato la crescente internazionalizzazione della sua clientela. Gli acquisti transfrontalieri sono aumentati del 34% rispetto all’anno precedente, mentre le offerte non vincenti sono cresciute del 69%. Quasi la metà dei nuovi clienti appartiene alla generazione dei millennial o della Gen Z, e le vendite online continuano a rappresentare il principale punto di ingresso per gli acquirenti alle prime armi, con il 63% dei nuovi clienti arrivati attraverso questo canale.

La casa d’aste ha messo in evidenza anche il suo business delle vendite private, che ha superato il miliardo di dollari nel primo semestre, portando il ricavo totale a 4,5 miliardi e dimostrando l’importanza crescente di questo canale accanto alle aste pubbliche.

Gli highlights del primo semestre

Il primo semestre è stato ancorato da alcune delle vendite più importanti dell’anno: il già citato Newhouse Collection, ma anche i tre lotti più cari del 2026 – Jackson Pollock (Number 7A, 1948, 181,2 milioni di dollari), Constantin Brâncuși (Danaïde, 107,6 milioni) e Mark Rothko (No. 15, 98,4 milioni) – tutti con nuovi record d’asta per i rispettivi artisti.

Infine, Christie’s ha segnalato l’espansione del suo business Art Finance, che offre prestiti garantiti da opere d’arte, un segnale del ruolo sempre più centrale che i servizi finanziari e di consulenza stanno assumendo accanto alle aste tradizionali. La Newhouse Collection potrebbe aver contribuito a spingere i risultati, ma Christie’s scommette che i clienti guarderanno meno a un singolo evento eclatante e più agli indicatori generali di un mercato in salute: offerte più competitive, tassi di vendita in crescita e prezzi competitivi in quasi tutti i segmenti.