04 Ottobre 2026 17:35

Design grande protagonista da Wannenes. Ecco i top lot dell’ultima asta a Genova

Lotto 85 B.B.P.R. Grande lampada a plafone variante del mod.2045/a. Alluminio verniciato e vetro stampato curvato. Produzione Arteluce, anni 60. Decalcomanoa del produttore. Cm 15x122x122 ca. Aggiudicazione: € 22.650 Wannenes
Lotto 85
B.B.P.R.
Grande lampada a plafone variante del mod.2045/a.
Alluminio verniciato e vetro stampato curvato.
Produzione Arteluce, anni 60.
Decalcomanoa del produttore.
Cm 15x122x122 ca.
Aggiudicazione: € 22.650
Wannenes
Il Design si conferma un settore in grande crescita per la Casa d’Aste Wannenes. Il nuovo appuntamento estivo ha registrato un ottimo riscontro in termini di vendite e di interesse da parte degli acquirenti verso un collezionismo ricercato

1.159.025 euro. È questo il totale registrato da Wannenes nell’ambito dell’asta Design e stile italiano tenutasi a Genova il 9 e il 10 luglio scorsi. Una vendita che ha assistito al successo di un lotto in particolare: il numero 85, ovvero la plafoniera firmata B.B.P.R., variante del celebre modello 2045/a prodotta da Arteluce negli anni ’60, aggiudicata a 22.650 euro.

“Ci sembra di poter dire che il mercato premia lo spirito Wannenes: comincia a delinearsi una linea, un gusto riconoscibile, che galleristi, arredatori e collezionisti privati apprezzano e confermano di voler acquistare, premiando in particolare le linee evocative e gli oggetti meno visti nelle nostre vendite e in quelle dei nostri competitor”, commenta Giacomo Abate, che dirige il dipartimento di Design insieme ad Andrea Schito. “Lo diciamo con la consueta modestia, ma anche con un pizzico d’orgoglio: a fare la differenza è spesso la narrazione, quel filo rosso che accompagna alcune sezioni del catalogo. Oltre alla visibilità degli oggetti e dei loro dettagli più significativi, cerchiamo di trasmettere emozioni e sensazioni in cui i singoli lotti si muovono come personaggi all’interno di una sceneggiatura in modo che, oltre al piacere dell’acquisto, rimangano anche dei ricordi”.

Tra i top lot dell’asta, segnaliamo inoltre il tavolo in legno di noce, ottone e vetro opalino firmato Gio Ponti (lotto 50 bis), con perizia Gio Ponti Archives, passato di mano per 16.400 euro.

Lotto 128MAX INGRAND Lampada a sospensione. Ottone nichelato, alluminio, cristallo colorato e molato. Produzione Fontana Arte anni '1955 ca. Cm 70x80x80 Aggiudicazione: € 21.400 Wannenes
Lotto 128
MAX INGRAND
Lampada a sospensione.
Ottone nichelato, alluminio, cristallo colorato e molato.
Produzione Fontana Arte anni ‘1955 ca.
Cm 70x80x80
Aggiudicazione: € 21.400
Wannenes

Ha riscontrato l’interesse dei collezionisti anche l’illumminazione di Max Ingrand: fra gli highlights dell’asta, una lampada a sospensione del 1955 (lotto 128) e una modello 2088 degli anni ’60 (lotto 138), battute rispettivamente a 21.400 euro e 17.650 euro. Il lotto 27, tre lampade a sospensione modello 2126/1 è passato di mano a 9.900 euro, stessa aggiudicazione del lotto 139, composto da tre lampade da parete.

Ottimi riscontri per le lampade in vetro di Murano, tre plafoniere attribuite a Venini (lotto 303) sono state battute a 11.030 euro, mentre una coppia di lampade a plafone di Carlo Scarpa (lotto 435), prodotte da Venini negli anni ‘30 in metallo verniciato e vetro, ha raggiunto 9.110 euro.

Il risultato della vendita del 9 e 10 luglio si inserisce in un anno particolarmente positivo per il dipartimento di Design di Wannenes. L’asta del 26 e 27 febbraio ha segnato un totale di oltre 1,4 milioni di euro, con una percentuale di venduto che aveva quasi raddoppiato il monte riserve, confermando il crescente apprezzamento per gli arredi degli anni Trenta e Quaranta e la partecipazione di acquirenti internazionali, in particolare francesi.

A conferma del trend, l’asta Forme | Selezione Milano del 23 aprile, ormai appuntamento consolidato nel calendario del Salone del Mobile, ha totalizzato 925.806 euro, con percentuali di incremento significative per valore e lotti venduti, grazie anche alla selezione monografica dedicata a Toni Cordero e ai risultati ottenuti da grandi nomi del design come Gio Ponti, Carlo Scarpa, Carlo Mollino e Gabriella Crespi.

Il primo semestre del 2026 si chiude per il dipartimento di Design con un fatturato complessivo che sfiora i 3,5 milioni di euro, confermando la solidità del mercato e l’interesse crescente verso il design italiano storico e d’autore.

“Altro tema a noi caro e che lega in un certo senso ogni vendita a quella precedente e speriamo anche a quelle future, è una lettura del passato in cui anche i pezzi anonimi si inseriscono in un contesto, esprimendo una qualità di avanguardia, e meritano di essere attenzionati”, conclude Giacomo Abate. “In questo momento ci sembra che le sorprese più interessanti arrivino da una rinnovata attenzione alle prime decadi del Novecento, ma anche a una certa parte del postmodernismo, che piano piano si sta facendo strada per diventare un classico del domani nei suoi esempi più concreti, eleganti e meno stucchevoli”.