
Bilancio più che positivo per la Casa d’Aste austriaca, che negli ultimi mesi ha registrato record mondiali e battuto all’incanto dipinti e gioielli con risultati da capogiro
Una primavera indimenticabile. Può essere definita così l’ultima stagione di vendite di Dorotheum, tra le Case d’Aste più antiche al mondo, tra record mondiali e lotti di grande successo.

Tra tutti, spicca senza dubbio il risultato raggiunto nell’ambito dell’arte moderna e contemporanea. Si tratta di Pieno giorno, paravento in legno a tre elementi di Carla Accardi battuto a 520.000 euro, rappresentando un record mondiale d’asta.

Un’altra artista italiana ha segnato la primavera di Dorotheum. Si tratta di Artemisia Gentileschi che, nell’asta tenutasi lo scorso aprile dedicata agli Antichi Maestri, ha raggiunto la cifra di 837.500 euro con il suo dipinto raffigurante la Maddalena, di cui alcune parti sono andate perdute (la testa e una parte della spalla della santa).
Altro risultato di rilievo è stato raggiunto da un acquerello e carboncino su carta di Egon Schiele, dal titolo Ragazza seduta con cappello rosso (1910), battuto a 474.500 euro.

Segnaliamo inoltre l’interesse mostrato, da parte dei collezionisti, per le opere di Martha Jungwirth e Miriam Cahn, e i risultati ottenuti da opere su carta di Claude Monet (Waterloo Bridge, 611.000 euro) e da una scultura in bronzo di Marino Marini (565.000 euro).
Spostandoci nell’ambito dei gioielli e degli orologi, meritano una menzione il raro zaffiro del Kashmir di 18,695 carati, montato intorno al 1880 in una spilla della manifattura viennese Rozet & Fischmeister, battuto a 779.000 euro; e ancora, un orologio da tasca di Thomas Engel, aggiudicato per 1,025 milioni di euro, il più alto prezzo mai raggiunto da un orologio in un’asta in Austria.




