
La notizia era nell’aria da tempo, ma ora arriva l’ufficializzazione: Eugenio Viola rientra in Italia, a dirigere il Museo che per lungo tempo l’ha visto curatore e lanciato nella sua carriera internazionale: il MADRE di Napoli
La scelta, a volte, è tornare. E così il Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina di Napoli (Madre) ha un nuovo direttore: Eugenio Viola, 49 anni, napoletano doc, che subentra a Eva Fabris in quella che si preannuncia come una complessa operazione di rilancio per una delle principali istituzioni italiane dedicate all’arte contemporanea .
Critico d’arte con un dottorato di ricerca in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico-artistica, è stato fino alla scorsa primavera il capo curatore e direttore artistico del Museo de Arte Moderno de Bogotá (MAMBO), arrivando dal Perth Institute of Contemporary Arts (PICA) in Australia .
“Il Madre è un museo che conosco dall’interno, è la mia casa“, ha commentato Viola nel corso della presentazione a Palazzo Santa Lucia a Napoli, avvenuta questa mattina alla presenza del presidente della Regione Campania Roberto Fico, dell’assessore alla Cultura Onofrio Cutaia e della presidente della Fondazione Donnaregina Angela Tecce . Il bando per la selezione del direttore, pubblicato a marzo, aveva attirato circa 30 candidature, con cinque profili arrivati al colloquio finale. La commissione esaminatrice è stata presieduta da Rosanna Romano, direttrice generale per le Politiche Culturali e il Turismo della Regione Campania .
E tutti sappiamo che la partita che attende il nuovo direttore è ambiziosa: consolidare il profilo internazionale del museo, sviluppare la collezione permanente attraverso nuove acquisizioni, rafforzare il dialogo con la scena artistica campana e posizionare il Madre come spazio di sperimentazione e ricerca.
Chi è Eugenio Viola
Eugenio Viola è un curatore, storico dell’arte e scrittore italiano di fama internazionale. Dal 2019 al 2026 è stato Direttore Artistico e Curatore Capo del Museo de Arte Moderno de Bogotá (MAMBO), dove ha curato oltre cinquanta mostre e lanciato un ambizioso programma internazionale. Ha portato per la prima volta in Colombia artisti come Teresa Margolles, Kader Attia e UÝRA, ottenendo ampio riconoscimento internazionale, con articoli sul New York Times e inserimenti nella classifica Power 100 di ArtReview. Nel 2025-26 è stato Curatore Generale della 24ª Bienal de Arte Paiz in Guatemala, intitolata The World Tree, con 46 artisti da cinque continenti e 31 nuove commissioni. In precedenza è stato Senior Curator al Perth Institute of Contemporary Arts (Australia) e curatore al Museo MADRE di Napoli dal 2009 al 2016. Ha curato due padiglioni nazionali alla Biennale di Venezia: quello estone (2015) e quello italiano (2022), primo padiglione italiano dedicato a un singolo artista, Gian Maria Tosati. Ha pubblicato oltre sessanta libri e cataloghi, monografie su artisti come Marina Abramović e Teresa Margolles, e collabora con riviste come Artforum e ArtNexus.




