29 Settembre 2026 15:08

L’Arazzo di Bayeux è arrivato sano e salvo a Londra

L’arazzo di Bayeux

Un sospiro di sollievo ha attraversato la Manica: il preziosissimo Arazzo di Bayeux, capolavoro medievale di quasi mille anni, è sopravvissuto intatto al suo storico e controverso viaggio dalla Normandia al British Museum di Londra. A confermarlo sono stati i funzionari del ministero della Cultura francese, che hanno dato il via libera dopo il primo accurato disimballaggio del reperto.

“Posso confermare che non ci sono state alterazioni visibili e che l’arazzo ha viaggiato bene“, ha dichiarato Delphine Christophe, direttrice generale del patrimonio e dell’architettura francese, al termine delle operazioni di verifica. L’opera è giunta nella capitale britannica lo scorso 10 luglio, in un gesto diplomatico di grande rilevanza politica e culturale, ed è rimasta per giorni nella sua teca protettiva per permettere al delicato tessuto di lino e lana di acclimatarsi alle nuove condizioni ambientali.

L’operazione di trasporto, segreta e pianificata nei minimi dettagli, ha previsto l’utilizzo di un contenitore sospeso studiato per assorbire ogni vibrazione e ridurre al minimo le sollecitazioni meccaniche. Una precauzione d’obbligo, considerato lo stato di conservazione dell’opera: l’arazzo, che ha attraversato guerre, restauri discutibili e allestimenti impropri, in diversi punti è letteralmente tenuto insieme da un filo.

Ieri l’arazzo è stato disteso su un lunghissimo tavolo con l’aiuto di cento operatori, in vista della visita della ministra della Cultura francese, Catherine Pégard. “Non la conosco, è nuova, ma immagino sia formidabile. Tutti i ministri della Cultura francesi lo sono. I nostri colleghi francesi sono stati coinvolti in ogni fase del trasferimento“, ha scherzato George Osborne, presidente del British Museum, in un incontro con la stampa. 

L’opera, lunga 70 metri e ricamata con scene che narrano gli eventi che portarono alla battaglia di Hastings e alla conquista normanna dell’Inghilterra nel 1066, fu realizzata probabilmente a Canterbury e portata in Normandia subito dopo. La prima menzione documentata risale al XV secolo, negli inventari della cattedrale di Bayeux. Per la prima volta dopo la sua creazione, l’arazzo torna così nel Regno Unito, segnando un momento di straordinaria importanza storica.

“Per quanto riguarda la storia britannica, quale altra mostra potrebbe essere altrettanto significativa? La Magna Carta è solo un documento. Stonehenge non lascerà il Wiltshire tanto presto. L’effetto ‘wow’ con l’arazzo sarà incredibile.”, ha continuato Osborne

E proprio l’attesa per i biglietti è già diventata la prossima sfida. Il Direttore del British ha stimato circa un milione di visitatori nei dieci mesi di permanenza dell’arazzo al British Museum. I primi 100.000 ingressi sono andati esauriti in poche ore, ma il museo ha assicurato che nuovi lotti verranno rilasciati progressivamente. L’appuntamento con la storia è appena iniziato e, se tutto andrà come pianificato, sarà mitica.