09 Ottobre 2026 04:52

Estate nell’arte. “Due donne tahitiane” di Paul Gauguin

Paul Gauguin, Due donne tahitiane, 1891-92. Parigi, Musée d'Orsay
Paul Gauguin, Due donne tahitiane, 1891-92. Parigi, Musée d’Orsay
Inauguriamo una nuova rubrica che vi accompagnerà fino alla fine dell’estate, e che vede proprio l’estate come protagonista. Ogni settimana, un’opera tratta dallo sconfinato repertorio della storia dell’arte, racconterà come la stagione più calda dell’anno abbia ispirato pittori di tutte le epoche. L’opera di oggi è Due donne tahitiane di Paul Gauguin

Trovò nella Polinesia francese la sua dimensione ideale, in cui riscoprire la libertà e la genuinità che gli occidentali avevano perduto. Fu così che Paul Gauguin (Parigi, 1848 – Hiva Oa, 1903) trovò a Tahiti anche la fonte d’ispirazione più fervida per i suoi dipinti che, nell’ultimo periodo della sua vita, ritraevano paesaggi e personaggi di questa terra affascinante e misteriosa.

In particolare, Gauguin si focalizzò sulle donne tahitiane, spesso immortalate in scene di vita quotidiana. Nella semplicità delle pose e dei gesti, si cela un’aura di misteriosa sensualità, tra spiagge dorate e acque cristalline.

Ne è un esempio uno dei dipinti più celebri del pittore, Due donne tahitiane, realizzato tra il 1891 e il 1892 e conservato al Musée d’Orsay di Parigi. Qui due donne sono sedute sulla spiaggia, una di fronte all’altra. Non si guardano, sembrano sovrappensiero. Il soave silenzio che domina la scena è bilanciato dall’acceso cromatismo che contraddistingue la tavolozza di Gauguin, nei colori del paesaggio e nelle vesti delle due protagoniste.