
L’ex direttore del MACBA di Barcellona promette di rompere con la tradizione delle grandi mostre internazionali: la 16ma edizione della Biennale di Shanghai non avrà un filo conduttore unificante ma sarà “un’architettura aperta” di relazioni tra opere e pubblico
La Power Station of Art di Shanghai ha scelto Ferran Barenblit come curatore capo della 16.ma Biennale, in programma per novembre 2027. La nomina affida al già direttore del MACBA di Barcellona (2015-2021) e fondatore del CA2M di Madrid – la direzione di una delle manifestazioni più importanti del circuito asiatico.
Barenblit, nato a Buenos Aires nel 1968, subentra a una lunga lista di curatori internazionali che hanno segnato la storia della biennale, fondata nel 1996 e organizzata dalla PSA dal 2012. L’annuncio arriva a due anni dall’inaugurazione, con i tempi tecnici che lasciano intendere un lavoro curatoriale già in fase avanzata.
La scelta di Barenblit
La scelta di Barenblit porta con sé una novità sostanziale: la biennale non avrà un tema unificante. Secondo il comunicato ufficiale, il curatore «ripenserà e romperà con il modello tematico tradizionale delle biennali, restituendo l’arte a uno stato di oscillazione resiliente e offrendo al pubblico un’esperienza espositiva più aperta».
In una dichiarazione, Barenblit ha spiegato la sua visione: «La 16.ma Biennale di Shanghai si inserisce in una genealogia di edizioni successive, chiedendosi come l’arte contemporanea possa dare forma alle forze che organizzano la vita oggi. L’arte non si limita a rappresentare queste condizioni. Può rallentarle, spostarle, intensificarle e metterle a disposizione del pensiero. La biennale deve appartenere pienamente al campo dell’arte contemporanea senza chiudersi al suo interno, deve essere esigente e leggibile, accessibile e complessa, capace di rivolgersi a un vasto pubblico preservando al contempo la capacità dell’arte di resistere alla semplificazione». ha spiegato il curatore, che ha aggiunto quanto l’obiettivo sia creare una situazione in cui l’arte generi incontri tra storie locali e conversazioni internazionali, tra pensiero critico ed esperienza vissuta, tra ciò che è già visibile e ciò che non ha ancora trovato una forma.
La Biennale di Shanghai si tiene nella Power Station of Art, l’ex centrale elettrica di Nanshi trasformata in museo nel 2012. Con i suoi 41mila metri quadrati, è uno dei più grandi spazi espositivi della Cina e ha ospitato mostre di artisti come Olafur Eliasson, Anish Kapoor e Cai Guo-Qiang. Il programma completo e la lista degli artisti partecipanti saranno resi noti nei prossimi mesi.




