29 Settembre 2026 13:39

Addio a Betye Saar: l’icona del Black Art Movement aveva 99 anni

Betye Saar

La grande artista statunitense è morta a Los Angeles. A settant’anni dalla sua prima mostra, lascia un’opera che ha trasformato il razzismo in arte. Nel 2016 era stata protagonista, anche, di una retrospettiva alla Fondazione Prada di Milano

Betye Saar, una delle voci più potenti e influenti dell’arte afroamericana, è morta a Los Angeles all’età di 99 anni. La scomparsa, avvenuta a pochi giorni dal centesimo compleanno, è stata confermata dai familiari. Figura centrale del Black Art Movement degli anni Sessanta, Saar ha dedicato una vita a trasformare gli oggetti del razzismo in strumenti di liberazione. Con le sue celebri scatole-assemblage – sculture realizzate con oggetti trovati, bambole, lavatoi e cimeli dell’era Jim Crow – ha sovvertito l’immaginario stereotipato, restituendo dignità e forza ai corpi e alle storie che quel razzismo voleva cancellare.

Un’icona tardiva

Nata nel 1926 a Los Angeles, Saar iniziò la carriera come designer e si avvicinò all’arte solo a 35 anni. Fu l’assassinio di Martin Luther King nel 1968 a segnare una svolta. “Quella morte scatenò una rabbia dentro di me. La mistica si trasformò in guerriera“. Da quel momento, la sua arte divenne politica. Nel 1972 creò The Liberation of Aunt Jemima, la sua opera più celebre: una figura di una “mammy” stereotipata che, nella sua versione, tiene un fucile e una granata, trasformando la serva sottomessa in una rivoluzionaria. L’opera divenne un’icona della lotta per i diritti civili.

Betye Saar, Uneasy Dancer, Exhibition view. Photo Roberto Marossi. Courtesy Fondazione Prada

Nonostante una mostra personale al Whitney Museum nel 1975, per decenni Saar è stata ai margini del sistema dell’arte. In Italia fu Prada a dedicarle, “in anticipo” sui tempi, la retrospettiva “Uneasy Dancer”, nella stagione 2016-17.
Dopo questa, fu solo nel 2019, a 93 anni, il Los Angeles County Museum of Art e il Museum of Modern Art di New York le hanno dedicato mostre personali simultanee, segnando il suo ingresso ufficiale nel canone. Nello stesso anno, il MoMA ha acquisito Black Girl’s Window (1969), un’opera che anticipava di decenni le tematiche dell’identità e della spiritualità nera. Nella primavera del 2026 (!) è stata ammessa all’American Academy of Arts and Letters. “Non ci sono mai state gallerie per artisti neri. E certamente non ce n’erano a Los Angeles“, aveva dichiarato Saar in più di un’occasione.

Saar ha insegnato e fatto da mentore a generazioni di artisti, tra cui Kerry James Marshall. La sua influenza si estende ben oltre il mondo dell’arte: nel 2020, dopo 130 anni, Quaker Oats ha ritirato il marchio Aunt Jemima, riconoscendo che il logo era “basato su uno stereotipo razziale”.