
Durante gli scavi nell’antica città di Sardis, nell’ovest della Turchia, gli archeologi hanno portato alla luce una statua in marmo alta oltre due metri, risalente al V secolo a.C. Un ritrovamento di straordinario valore, che getta nuova luce sulle dinamiche culturali e religiose dell’antica capitale del regno di Lidia e della Satrapia occidentale dell’impero persiano achemenide.
La scoperta, annunciata dal ministro della Cultura e del Turismo turco Mehmet Nuri Ersoy via Facebook, è stata effettuata sotto quella che un tempo era una strada romana. La statua, datata tra il 470 e il 450 a.C., è una delle poche sculture monumentali in marmo di questo periodo giunte fino a noi in condizioni così integre. Dopo gli interventi di restauro, sarà esposta al Museo della città di Manisa.
Rinvenuta in due grandi frammenti, la scultura è priva dei piedi e di alcune altre parti. Durante l’epoca romana era stata reimpiegata come materiale di riempimento sotto la pavimentazione stradale – un destino che, paradossalmente, ne ha garantito l’eccezionale conservazione, proteggendo i tratti del volto e i dettagli dalla corrosione del tempo.
Gli esperti sottolineano lo stile ibrido della statua: la postura eretta e i lunghi capelli richiamano le mode del VI secolo a.C., mentre il trattamento del volto e delle mani riflette le tendenze della prima metà del V secolo a.C., indicando una fusione di influenze che attraversa i decenni. La figura indossa un himation (un mantello tipicamente greco) e un chitone (una tunica rettangolare) sopra una veste a strisce orizzontali, una caratteristica che non trova confronti nelle sculture anatoliche o della Grecia continentale. Secondo gli archeologi, si tratta di un abito che riflette una tradizione locale, probabilmente originaria dell’antico regno di Lidia.
Nella mano destra, la statua stringe quello che potrebbe essere un melo cotogno, forse un’offerta a una divinità. Questo dettaglio, apparentemente minuto, potrebbe rivelare informazioni preziose sulle pratiche rituali e le credenze religiose della città.
Sardis, celebre per la sua ricchezza leggendaria sotto il re Creso, fu un crocevia di civiltà. La statua, con il suo stile che mescola elementi greci, lidii e persiani, si configura come un documento unico per comprendere gli scambi culturali che attraversavano l’Anatolia nel V secolo a.C.




