29 Settembre 2026 11:32

Cultura come bene comune: a settembre torna il Forum Internazionale sulla Sostenibilità

ruangupra, ph. Nicolas Wefers

A Santa Sofia (Forlì), il prossimo 25 e 26 settembre tornano una rete globale di hub interconnessi per esplorare i modelli alternativi di gestione culturale, con ospiti come Silvia Federici e il collettivo ruangrupa

Si terrà il 25 e 26 settembre 2026 la seconda edizione del Forum Internazionale sulla Sostenibilità della Cultura, promosso da Institution, organizzazione attiva all’intersezione tra arte, tecnologia e ambiente. Dopo il successo del 2025, l’appuntamento si consolida come piattaforma globale di confronto, ampliando il dibattito su tavoli tematici e reti internazionali con l’obiettivo di trasformare il settore culturale da sistema di consumo a infrastruttura sociale condivisa.

Il tema di quest’anno – Culture Commons – è il filo conduttore di un programma che si sviluppa attraverso una rete di hub distribuiti su quattro continenti: Prime Produce e Wikimedia NYC a New York, Trust a Berlino, l’Écomusée Tata Somba in Benin, Denkiyu a Tokyo, il collettivo ruangrupa a Jakarta, il Sea World Culture and Arts Center in Cina, Città del Guatemala, e la sede centrale di Santa Sofia, che funge da “centro di smistamento” e hub di connessione. Il format ibrido, accessibile gratuitamente in streaming su YouTube e piattaforme social, alterna tavoli di discussione in presenza e online, con la diretta condotta dalla Galleria civica d’Arte Contemporanea di Santa Sofia.

Tra i nomi di spicco della seconda edizione spiccano la teorica e attivista Silvia Federici, voce fondativa del pensiero femminista sui commons e, appunto, il collettivo indonesiano ruangrupa, noto per la direzione artistica di documenta 15 a Kassel. Al loro fianco, un parterre internazionale di studiosi e professionisti: Massimo De Angelis, Keir Milburn, David Bollier, Stavros Stavrides e Kathrin Böhm, affiancati da voci come Katsuhito Okubo, che con il sentō Denkiyu (reso celebre dal film Perfect Days) gestisce un bagno pubblico come presidio di comunità.

Il programma si articola in tre linee tematiche: Governance condivisa e culture partecipative (quali modelli collaborativi esistono per la distribuzione del potere?), Tecnologia, digital commons e AI (quali commons emergono dalle nuove tecnologie?) ed Economie post-capitaliste e modelli mutualistici (quali strutture economiche sono praticabili nel post-capitalismo?). L’obiettivo, spiega Fabio Cavallucci, fondatore di Institution, è “ripensare il mandato delle istituzioni immaginandole come nodi di sistemi collettivi condivisi: un spazio intermedio tra mercato, Stato e comunità, globalmente interconnesso e localmente radicato, in cui la cultura funziona come risorsa accessibile, cooperativa e generativa”.

Il Forum si distingue anche per l’attenzione all’impronta carbonica: la struttura a hub riduce drasticamente gli spostamenti, principali fonte di emissioni negli eventi internazionali, rendendo la sostenibilità non solo tema ma anche metodo, mentre il percorso di coinvolgimento territoriale prosegue con una mostra collettiva in Galleria dedicata alle pratiche di sostenibilità promosse da istituzioni e associazioni locali, e con un incontro della rete territoriale per trasformare in azioni condivise le riflessioni emerse dai tavoli internazionali.

In parallelo, Institution School propone il percorso di certificazione professionale “Sustainability Manager & Strategist for Cultural Institutions”, rivolto a direttori, manager e consulenti di musei, teatri, festival e siti di patrimonio culturale: un percorso che combina formazione online e laboratorio sul campo.