29 Settembre 2026 11:28

Francesco Bonami: “Non andate a scuola per fare i curatori”

Francesco Bonami

Non è passato inosservato un post dell’ex direttore artistico della Biennale di Venezia (2003) e curatore, che dal suo profilo Instagram Thebonamist lancia un messaggio provocatorio ai giovani: “Non fate corsi per curatori: risparmiate i soldi e allenate il cervello a casa”

Secondo Artnet che ha subito ripreso la boutade (o no?) di Francesco Bonami, trasmessa attraverso il suo profilo instagram, il critico e curatore non avrebbe intenzione di smetterla di dire quello che pensa e generare polemica, o viceversa. Dopo aver consigliato agli artisti in crisi creativa di mescolare “cognac economico, tequila, sale e la propria urina” per trovare ispirazione, l’ex direttore artistico della Biennale di Venezia (2003) ha deciso di dare qualche dritta anche ai giovani aspiranti curatori: “Non andate in nessun college di studi curatoriali. Per il semplice motivo che fare il curatore non è un lavoro. È come andare a scuola per imparare a salire le scale. Risparmiate i vostri soldi. Restate a casa e sviluppate il muscolo – il muscolo del cervello – per salire le scale della pratica curatoriale“. Una provocazione che ha fatto storcere il naso a molti, soprattutto ai vertici delle istituzioni formative che formano i curatori di domani, come il Center for Curatorial Studies del Bard College di New York e il Whitney Independent Study Program, citati proprio da Bonami.

Che del resto, di esperienza ne ha da vendere, visto che nella sua lunga carriera gli inizi sono stati proprio come pittore, per poi passare alla curatela e arrivare alla direzione della Biennale di Venezia del 2003, “Sogni e Conflitti”, mentre attualmente é impegnato proprio nella “attività” di curatore per la galleria Gagosian a New York e direttore del By Art Matters Museum di Hangzhou, in Cina.

Ma Bonami, in fondo, è anche influencer, e ontinua a deliziare i suoi follower con contenuti dal suo quotidiano. L’ultimo, condiviso da una sala d’attesa di un medico, riguarda una recente visita al Museum of Modern Art di New York: secondo quanto raccontato, avrebbe tentato di convincere un visitatore che la celeberrima Notte Stellata di Van Gogh era in realtà di Cézanne. Il tentativo, a suo dire, è finito male. Ma poteva andare peggio.