29 Settembre 2026 10:58

Metamorphosis. Isaac Julien in arrivo all’Uccelliera della Galleria Borghese

Isaac Julien, All That Changes You. Metamorphosis, 2025 Installation view, The Cosmic House, London, Photo by Thierry Bal Courtesy the artist and Victoria Miro © Isaac Julien
Isaac Julien, All That Changes You. Metamorphosis, 2025 Installation view, The Cosmic House, London, Photo by Thierry Bal Courtesy the artist and Victoria Miro © Isaac Julien
Dal 15 settembre al 25 ottobre l’artista britannico presenta “All That Changes You. Metamorphosis” (2025), una nuova configurazione dell’opera concepita per gli spazi della Galleria Borghese

È dedicata alla metamorfosi come processo continuo di trasformazione All That Changes You. Metamorphosis (2025), l’installazione filmica di Isaac Julien presentata alla Galleria Borghese dal 15 settembre al 25 ottobre, nell’ambito della mostra Metamorfosi. Ovidio e le arti, a cura di Lorenzo Giusti.

Realizzata a partire dal confronto con il ciclo di affreschi di Giulio Romano per Palazzo Te a Mantova, l’opera amplia il percorso della mostra attraverso il linguaggio dell’immagine in movimento. Al centro del film sono le attrici Sheila Atim e Gwendoline Christie, che interpretano due enigmatiche figure celesti e profetiche. Il loro viaggio attraversa epoche, paesaggi e architetture differenti, mettendo in relazione il mutamento con la natura, la storia e l’esperienza umana.

Originariamente concepita come un’installazione a dieci schermi, All That Changes You. Metamorphosis si sviluppa attraverso luoghi e immaginari diversi: dalla Cosmic House di Charles Jencks a Londra alle foreste del Redwood National and State Park in California, fino ad alcuni esempi di architettura contemporanea. La costruzione del film si confronta inoltre con le riflessioni di Donna Haraway sulle relazioni multispecie, con la narrativa di Naomi Mitchison e con la fantascienza speculativa di Octavia E. Butler.

Per la presentazione alla Galleria Borghese Julien ha ripensato la configurazione dell’opera in rapporto all’Uccelliera, edificio del XVII secolo destinato agli uccelli esotici della Villa. La versione proposta è a canale unico e utilizza un sistema di specchi che moltiplica, frammenta e riflette l’immagine. La visione diventa così parte integrante dell’esperienza della metamorfosi, attraverso continue duplicazioni e rifrazioni.

La scelta dell’Uccelliera rafforza il rapporto tra l’opera e il contesto della Galleria Borghese, dove architettura, giardino e paesaggio si incontrano. Il lavoro di Julien si inserisce così nel percorso di Metamorfosi. Ovidio e le arti proponendo una lettura contemporanea di uno dei temi centrali del poema ovidiano: una trasformazione che riguarda uomini, divinità, animali e paesaggio e che, nell’opera dell’artista, diventa una chiave per interrogare il presente e immaginare il futuro.