29 Settembre 2026 10:22

Addio a Fabrizio Plessi, il pioniere italiano della videoarte

Fabrizio Plessi

L’artista reggiano è morto oggi a 86 anni. Il sindaco di Venezia, Simone Venturini: “Un visionario che ha saputo guardare la nostra città senza nostalgia”

È morto questa mattina a 86 anni Fabrizio Plessi, uno dei protagonisti dell’arte contemporanea italiana e internazionale. Originario di Reggio Emilia, aveva fatto del rapporto tra tecnologia, acqua, fuoco e immagini in movimento il centro della sua ricerca, diventando uno dei principali interpreti della videoarte a livello mondiale e Venezia era diventata la sua casa.

Nato nel 1940, aveva infatti studiato al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove in seguito avrebbe insegnato. Dal 1968 la sua ricerca si era concentra sull’acqua, declinandola in installazioni, film, videotape e performance. Nel 1975 realizza azioni performative in Francia, Germania, Belgio. Nel 1980 partecipa alla Mostra del Cinema di Venezia con Liquid Movie, vincendo il Premio «Città di Milano», e tornerà più volte alla rassegna con altri lavori.

Tra le sue opere più celebri: Bronx (1986), con cui rappresenta l’Italia alla 42ª Biennale di Venezia; Roma (1987), installazione monumentale che unisce archeologia, pietra e schermi con l’acqua che scorre eterna; Gabbia d’acqua (1972), presentata alla Biennale di Venezia, cardine della sua prima ricerca sull’elemento idrico; L’anima della natura (2000), realizzata per l’Expo di Hannover e oggi esposta permanentemente al Plessi Museum al Passo del Brennero, il primo museo autostradale d’Europa dedicato a un artista.

Fondendo natura e tecnologia, attraverso monitor e schermi a LED che si integrano con materiali elementari come legno, ferro, pietra, acqua e fuoco, Plessi era diventato un Maestro con uno stile unico, indagando il movimento e la fluidità, trasformando la tecnologia in una materia viva, quasi “umanizzata”. Più che un videoartista, si definiva uno scultore di spazi e architetture digitali, realizzando installazioni monumentali per musei, piazze e teatri.

La lunga carriera di Plessi

Nel corso della sua carriera, Plessi ha esposto nei principali musei e manifestazioni internazionali, partecipando anche a Documenta a Kassel e realizzando installazioni in Europa, Stati Uniti e Asia. Ma il legame con la città di Venezia era stato quasi costante. Mare Verticale (2005), struttura cilindrica alta 44 metri, era apparsa all’ingresso dei Giardini della Biennale, simbolo del flusso continuo; Mariverticali (2011/2023), grandi barche d’acciaio nero da cui trabocca un flusso digitale d’acqua azzurra, presentata al Padiglione Venezia e poi riproposta alla Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale a Milano; Digital Fall (2003), video-scultura con schermi LED per la Collezione Peggy Guggenheim; The Golden Age (2020), site-specific che ha animato le finestre del Museo Correr in Piazza San Marco con cascate d’oro digitale.

Il sindaco di Venezia, Simone Venturini, lo ha ricordato con queste parole: “Perdo un amico e Venezia perde un pioniere, un visionario che ha sempre avuto il coraggio di seguire un linguaggio personale, senza cercare il facile applauso. Le sue opere portavano sempre luce: una luce fisica e insieme un’idea di energia, futuro e rinascita. Fabrizio ha saputo guardare Venezia senza nostalgia, mettendo in dialogo la sua storia con il contemporaneo, tanto da presentare la nostra città come ‘la grammatica del suo lavoro artistico“. Anche l’ex sindaco Luigi Brugnaro ha voluto ricordarlo: “Fabrizio aveva con Venezia un legame unico, profondo, quasi indissolubile. Ricordo con particolare emozione quando, nel 2020, realizzammo insieme ‘L’Età dell’Oro’: le sue straordinarie cascate d’oro illuminarono le finestre del Museo Correr e Piazza San Marco in uno dei momenti più difficili per la nostra città”.