29 Settembre 2026 10:22

Europol: furti sempre più violenti nei musei e criminali reclutati sui social

Louvre e polizia

L’oro sale dell’85% in due anni e i ladri cambiano strategia: mazze, esplosivi e minacce al personale sostituiscono i furti silenziosi. I gruppi improvvisati reclutati su Instagram e Telegram prendono il posto delle bande specializzate. Il caso del Louvre (88 milioni di euro) e il colpo ai reperti daci nei Paesi Bassi sono gli esempi più eclatanti.

L’arte non è più un affare da gentiluomini. I furti nei musei europei si fanno sempre più violenti, e i colpi vengono pianificati sui social media: è l’allarme lanciato da Europol nel rapporto Changing tactics, changing targets: the evolving nature of museum heists che fotografa una trasformazione profonda nel mondo della criminalità contro il patrimonio culturale.

Negli ultimi due anni, il prezzo dell’oro è aumentato dell’85%, spingendo i ladri a concentrarsi su metalli preziosi, gemme e manufatti di alto valore. L’oro si può fondere senza lasciare tracce, le pietre si possono rimuovere dai gioielli e rivendere facilmente. Un mercato nero in espansione, alimentato anche dalla crescente domanda di porcellane antiche cinesi, come i vasi della dinastia Ming.

Ma a cambiare non sono solo gli obiettivi: i metodi si sono fatti più brutali. Mazze, asce, piedi di porco, e in alcuni casi esplosivi, vengono usati per forzare ingressi e teche, mentre il personale viene intimidito con minacce e armi da fuoco. Il colpo al Louvre dell’ottobre 2025 ne è l’esempio più eclatante: i ladri hanno minacciato guardie e visitatori per rubare gioielli per 88 milioni di euro, tra cui il diadema dell’imperatrice Eugenia. Un altro caso citato nel rapporto è il furto con esplosivo di un elmo d’oro dacio di 2.500 anni fa e di tre bracciali antichi da un museo olandese nel gennaio 2025, reperti poi recuperati e restituiti alla Romania (anche se un bracciale è ancora disperso).

Il profilo dei criminali è cambiato radicalmente. Le bande specializzate, con una gerarchia e competenze di nicchia, sono state sostituite da gruppi improvvisati, reclutati su base occasionale tramite social media. Un modello “crimine come servizio”, in cui profittatori senza scrupoli vengono ingaggiati per colpi mirati, attratti dal basso rischio e dall’alto potenziale di guadagno. Alcuni di questi nuovi attori provengono da altri settori criminali, approfittando delle opportunità di un mercato illecito in forte espansione.

Il rapporto di Europol evidenzia come l’agenzia, attraverso il suo European Serious and Organised Crime Centre (ESOCC), stia supportando le indagini nazionali con supporto operativo, analitico e di coordinamento. Ma la sfida è complessa: i reati diventano più difficili da prevenire e da perseguire, e il patrimonio culturale europeo rischia di essere sempre più esposto a una minaccia che non è più solo di astuti collezionisti, ma di criminali violenti e senza scrupoli.