29 Settembre 2026 08:38

Scultura scambiata per emergenza: la polizia sfonda la porta della galleria

Access Gallery / “Untitled (the preparator)” (2024), di Allysa Pierre

A Vancouver, il colmo: un’opera dell’artista Allysa Pierre, raffigurante un allestitore inginocchiato dentro una cassa, è stata scambiata per una persona in difficoltà. E la polizia sfonda la porta

Una scultura esposta alla Access Gallery di Vancouver ha smesso di essere una semplice opera d’arte per diventare, suo malgrado, protagonista di un intervento della polizia. Un episodio che mette in luce quanto l’arte possa confondersi con il quotidiano e quanto la realtà superi la fantasia. Ma che è successo, alcune settimane fa, a Vancouver? Un passante, vedendo un paio di gambe sporgere da dietro un bancone, ha chiamato il 911 convinto che ci fosse una persona caduta e bisognosa di soccorso. Peccato che la vetrina era quella della Access Gallery, centro d’arte pubblico. Gli agenti, giunti sul posto, hanno forzato la serratura e danneggiato la porta per entrare nello spazio e solo allora si sono resi conto che la presunta vittima era in realtà parte dell’esposizione.

La confusione è stata provocata da Untitled (the preparator), 2024, dell’artista Allysa Pierre: una scultura raffigurante una figura umana inginocchiata in una cassa di legno: una scena abbastanza realistica da innescare la chiamata ai soccorsi. La stessa Pierre ha riconosciuto che l’opera poteva ricordare una persona in difficoltà, specialmente in una città come Vancouver, dove episodi legati al consumo di droga sono frequenti, ma quello che ci si chiede è se nessuno si sia reso conto del “contesto”: la vetrina, appunto, di uno spazio espositivo.

La Access Gallery, un centro gestito da artisti che offre mostre e programmi gratuiti, dipende da fondi pubblici e sostegno comunitario e sta ora cercando un rimborso di mille dollari (per la serratura forzata) dal Comune di Vancouver.