
Tornare alla mostra Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista ci dà lo spunto per ricordare la professionista appena scomparsa
Questo articolo vuole essere un tributo alla figura di Maria Rita Cerilli, responsabile della comunicazione della Peggy Guggenheim Collection di Venezia per quasi 20 anni. Una lavoratrice infaticabile che ha seguito con dedizione e la passione che la contraddistingueva l’ultimo progetto di mostra della collezione nonostante la malattia. A lei va la nostra riconoscenza e il ricordo di chi ha saputo avvicinare il pubblico all’arte contemporanea e i professionisti del settore ad un modo nuovo di comunicarla.
Forte, caparbia e determinata, rigorosa, come si necessita in un ambito sempre in evoluzione, la Cerilli, originaria di La Spezia, ha vissuto tutta la sua esperienza lavorativa in seno a questa casa museo, iniziando come giovane stagista e studiando in profondità la Collezione e la sua identità storico-artistica. La sua carriera evolve fino alla guida del Dipartimento della Comunicazione nel quale apporta risorse digitali per migliorarne l’accessibilità ad un pubblico più ampio possibile, contribuendo all’apertura dei primi canali social del museo e promuovendo nuovi strumenti narrativi, come il podcast Volevo essere libera, realizzato insieme a Chora Media e dedicato alla figura di Peggy Guggenheim.

La sua missione è stata costruire un dipartimento sempre più coeso e autorevole, capace di rappresentare al meglio il museo e la sua eredità introducendo processi comunicativi che guardassero al futuro. Mancherà ma ne ricorderemo il lavoro e il sorriso.
Cork Street
La Collezione Peggy Guggenheim presenta la più grande mostra mai realizzata in ambito museale dedicata all’esperienza londinese di Peggy Guggenheim e alla galleria Guggenheim Jeune. Questa esposizione può considerarsi la prima e più ampia mostra mai realizzata dedicata alla prima galleria a Londra di Peggy Guggenheim, la Guggenheim Jeune. Attiva al 30 di Cork Street tra il 1938 e il 1939. Curato da Gražina Subelytė, Collezione Peggy Guggenheim e da Simon Grant, il percorso ricostruisce attraverso oggetti, fotografie e opere d’arte, un capitolo cruciale della vita di Peggy, destinata a diventare collezionista e mecenate, la più influente e competente dell’arte del Novecento.

La sua galleria londinese svolse un ruolo fondamentale nel plasmare la scena artistica britannica del periodo tra le due guerre, aumentando la visibilità e l’accettazione dell’arte contemporanea insieme a gallerie come la Redfern Gallery, la Mayor Gallery e la London Gallery, la Guggenheim Jeune sfidò le norme, il puritanesimo conservatore e offrì una piattaforma essenziale per l’arte d’avanguardia. Nasce in questo periodo l’identità di Peggy Guggenheim mecenate delle arti. Decisa nel voler fondare un museo di arte moderna a Londra, per poi ripetere l’esperienza come vero stile di vita a Venezia.
Peggy promosse artisti locali e internazionali, legati alle tendenze artistiche del Surrealismo e dell’astrazione; in poco tempo, dal gennaio del 1938 al giugno del 1939, organizzò oltre venti mostre e firmò numerosi primati curatoriali, tra cui la prima personale nel Regno Unito di Vasily Kandinsky, una mostra monografica dedicata a Jean Cocteau, la prima esposizione nel Regno Unito interamente dedicata al collage, una mostra di scultura contemporanea che suscitò ampio scandalo, e una mostra di opere realizzate da bambini, tra cui figura il dipinto di un giovanissimo Lucian Freud.

Varietà dei linguaggi
Un centinaio di opere, provenienti da importanti istituzioni internazionali e collezioni private, esposte in occasione di quelle mostre pioneristiche, opere di artisti che Guggenheim avrebbe successivamente collezionato, come Eileen Agar, Jean (Hans) Arp, Barbara Hepworth, Vasily Kandinsky, Rita Kernn-Larsen, Piet Mondrian, Henry Moore, Cedric Morris, Sophie Taeuber-Arp e Yves Tanguy. Il percorso espositivo include dipinti, sculture, opere su carta, fotografie, pupazzi e materiali d’archivio, restituendo la straordinaria varietà dei linguaggi presentati nella galleria e documentando un’epoca di intensa sperimentazione artistica e fermento culturale, segnata da profonde tensioni sociali e politiche alle soglie della Seconda guerra mondiale.
La mostra mette in luce il ruolo determinante delle sue amicizie e collaborazioni con figure chiave del modernismo, tra cui Arp, Samuel Beckett, Marcel Duchamp, Roland Penrose, Herbert Read, e Mary Reynolds, molti galleristi e intellettuali attivi nella Londra di quegli anni.

Il percorso espositivo si apre con opere chiave dell’astrazione e del Surrealismo per poi continuare con le singole esposizioni che consacreranno artisti come Kandinsky, l’artista russa Marie Vassilieff, con le sue “bambole artistiche” e figura di riferimento per una pratica transdisciplinare e la mostra di scultura contemporanea, che darà il ruolo alla Guggenheim di promotrice assoluta dell’arte moderna e astratta in Gran Bretagna.
Le tappe fondamentali
Le sale successive sono dedicate ai ritratti di Cedric Morris, artista gallese al centro della scena dell’avanguardia britannica, al pittore statunitense Charles Howard, allo scultore tedesco Heinz Henghes. E alla mostra dello Studio 17, laboratorio di incisione fondato da Stanley William Hayter. Un omaggio speciale ricorda la celebre mostra Abstract and Concrete Art, con opere di artisti quali Mondrian, Taeuber-Arp e Van Doesburg. Sono presenti i ritratti fotografici a colori di Gisèle Freund, originariamente presentati in forma di proiezione. Una modalità espositiva che l’artista predilesse per mostrare le sue trasparenze a colori dedicate ad artisti e intellettuali. Le sale finali riuniscono le opere di quegli artisti inclusi nella mostra sul collage e nelle diverse esposizioni dedicate al Surrealismo, tra cui Kernn-Larsen, André Masson, Reuben Mednikoff, Wolfgang Paalen, Grace Pailthorpe, Man Ray, Tanguy e John Tunnard.

La Guggenheim non è stata soltanto la mecenate appassionata dell’Astrattismo e del Surrealismo bensì la prima vera collezionista-gallerista che scelse Venezia come suo luogo di appartenenza per cinque decadi, che inventa il mestiere di talent scout incoraggiando e sostenendo artisti che si esprimono in diversi ambiti. Sicuramente Peggy non è di certo una ricca milionaria annoiata che si circonda di stravaganti artisti, bensì una donna unica che costruisce un mestiere, la prima unica “vera” gallerista e questa mostra ne ripercorre le tappe fondamentali.
Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista è accompagnata da un ricco catalogo illustrato, estremamente curato, edito da Collezione Peggy Guggenheim e distribuito da Marsilio Arte. Completa l’esposizione un articolato programma di attività collaterali gratuite, volte ad approfondire e interpretare il percorso espositivo, realizzate grazie alla Fondazione Araldi Guinetti, Vaduz.
Fino al 19 ottobre 2026
Peggy Guggenheim Collection
Palazzo Venier dei Leoni
Dorsoduro 701, Venezia




