
A Pavia il progetto espositivo dedicato all’artista lombardo Azelio Corni: le tele nere dell’artista in dialogo con le navate dell’antica chiesa fino al 4 ottobre
Dopo l’esordio nella Prima Scuderia del Castello di Vigevano, il progetto espositivo “Al riparo dal Cielo”, dedicato ad Azelio Corni (1948-2023), approda a Pavia. La mostra sarà ospitata in Santa Maria Gualtieri dal 5 settembre al 4 ottobre, con inaugurazione sabato 5 settembre alle ore 17, aperta al pubblico.
L’esposizione, curata dai figli dell’artista, Caterina e Umberto Corni, raccoglie lavori iniziati nel 2004 nei quali ricorre la forma della volta, che richiama il concetto di casa e di focolare: Corni affronta questo tema attraverso un linguaggio che affonda le sue radici nel profondo interesse per il mondo arcaico dove il nero, scelto come unico colore, diventa emozione e strumento attraverso il quale spingere lo sguardo verso l’infinito.
Tema centrale dell’intera produzione dell’artista è il dialogo Uomo-Natura, interpretata come spazio di libertà e strumento di elevazione dell’Uomo, tradotta in un’interpretazione architettonica delle forme. Come sottolinea Antonio Ballarin Denti, il percorso conduce idealmente dal vuoto e dal silenzio alla progressiva affermazione delle forme: dalle architetture e dalle figure nere emergono linee, curve e geometrie, in una ricerca che progressivamente si apre alla luce e al colore.
Maria Cristina Barbieri, Assessore alle Politiche Culturali del Comune di Pavia, ha dichiarato: “Abbiamo accolto con grande piacere la proposta di ospitare le opere di Azelio Corni, inserendo la mostra nel programma espositivo dell’Assessorato alla Cultura. Le grandi tele di Corni, poste in dialogo con le navate dell’antica chiesa, sapranno certamente suscitare una forte emozione nei visitatori“.

Originario di Sesto Calende, Azelio Corni ha conseguito la laurea in pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera e ha insegnato Comunicazione Visiva all’Accademia A.C.M.E. di Novara e Discipline Pittoriche al Liceo Artistico di Busto Arsizio. Ha operato nel campo delle arti visive, partecipando a mostre personali e collettive in Italia e all’estero, tra cui Stati Uniti, India, Giappone e Bahrain. Le sue opere sono state acquisite da istituzioni pubbliche e private, tra cui UBI Banca.
La mostra, a ingresso gratuito, sarà visitabile da giovedì a domenica, dalle 16 alle 20, fino al 4 ottobre. Un’occasione per riscoprire un artista che ha saputo trasformare il nero in un linguaggio di profonda introspezione, dove il vuoto diventa silenzio e le forme parlano di vita e di speranza.





