09 Ottobre 2026 08:10

A misura Duomo. Massimo Pacifico in mostra a Firenze

Museo dell'Opera del Duomo, Firenze, foto e courtesy di Massimo Pacifico
Museo dell’Opera del Duomo, Firenze, foto e courtesy di Massimo Pacifico
Esposte per la prima volta una serie di immagini realizzate da Pacifico nel Museo dell’Opera del Duomo

A MISURA DUOMO di Massimo Pacifico a cura di Vincenzo Circosta e Giuseppe Giari è la settima esposizione dedicata alla fotografia che l’Opera di Santa Maria del Fiore realizza, a partire dal 2023, nello spazio della Libreria Brunelleschi a Firenze. Mostre che hanno come tema le opere e i monumenti della Cattedrale di Firenze visti attraverso lo sguardo di artisti diversi.

Visibile fino al 31 ottobre, con ingresso gratuito, l’esposizione presenta una selezione di 27 immagini (formato 40 x 60) realizzate dal fotografo abruzzese nel Museo dell’Opera del Duomo a Firenze e ad eccezione di due, le opere sono inedite, pensate per questo progetto espositivo ed esposte per la prima volta al pubblico.

 

Museo dell'Opera del Duomo, Firenze, foto e courtesy di Massimo Pacifico
Museo dell’Opera del Duomo, Firenze, foto e courtesy di Massimo Pacifico

Massimo Pacifico, fotografo e giornalista, ha realizzato centinaia di reportage nel mondo fondando e dirigendo riviste internazionali di fotografia e stili di vita, porta avanti una vera e propria narrazione dal titolo “Effetto Museo”, della quale la mostra è uno dei capitoli. Il tema è il visitatore del museo e il suo rapporto con lo spazio e le opere che ammira vivendo emozioni contrastanti che Pacifico sa cogliere con occhio nuovo e profondamente appassionato.

Immagini di realtà

Meraviglia, commozione, noia, gioia, sorpresa, ammirazione, nelle foto di Pacifico, dove, come afferma il co-curatore Vincenzo Circosta: “L’essere umano diventa protagonista allo stesso modo delle opere esposte nei Musei, attraverso l’obiettivo, Massimo lo racconta in tutte le sue sfumature, dalla più intima alla più ironica”. Gli fa eco l’altro curatore Giuseppe Giari: “Il poeta si diverte, scriveva Palazzeschi e così ha fatto Massimo Pacifico, l’uomo con la macchina fotografica sempre al collo, nelle sue innumerevoli visite al Museo dell’Opera del Duomo. Si è divertito a scattare queste foto, ma lo ha fatto in maniera discreta, osservando, in disparte, quel dialogo continuo e mutevole dell’umanità con le opere d’arte”.

 

Museo dell'Opera del Duomo, Firenze, foto e courtesy di Massimo Pacifico
Museo dell’Opera del Duomo, Firenze, foto e courtesy di Massimo Pacifico

Le foto di Pacifico vogliono documentare ciò che accade in un contesto fatto di opere, di bellezza e di storia, e riprendere le interazioni, i legami che vengono a crearsi tra le persone e le opere stesse. Ciò che ne deriva sono immagini di realtà, la scolaresca con i bambini dagli occhi furbetti e pieni di giovanile felicità per la libera trasferta, che posa a favore del compagno in veste di fotografo ufficiale, l’uomo anziano che si siede stanco dopo aver camminato e osservato che si guarda attorno come a riprendere la propria vitalità, il gesticolare delle guide turistiche che parlano alla propria platea con spigliatezza attraverso i loro microfoni, figure di spettatori immobili che si riflettono sulle teche delle opere schermate, spaccati di vita che si confrontano con il tempo storico, metafisico dei capolavori del museo.

Esistenze riservate

Queste immagini, così disincantate e antiretoriche, ci schiudono uno spaccato di realtà, che solo un reporter di lungo corso, attento e curioso come Pacifico poteva ritrarre. Antonio Natali, consigliere dell’Opera di Santa Maria del Fiore, mette in evidenza la similitudine dello sguardo di Pacifico con quello di Edward Hopper: “Il tempo dei visitatori del Museo del Duomo che attraggono Massimo è quello sospeso, quello dell’incanto. In questo, il suo occhio è simile a quello di Edward Hopper: entrambi sono spettatori (non già distaccati però, bensì affettivamente partecipi) di esistenze riservate, di gesti lenti e silenziosi, di presenze quiete e rarefatte. Vite sconosciute che si muovono all’interno d’ambienti rappresentati come se fossero sorvegliati da fuori”.

 

Museo dell'Opera del Duomo, Firenze, foto e courtesy di Massimo Pacifico
Museo dell’Opera del Duomo, Firenze, foto e courtesy di Massimo Pacifico

In realtà, il confronto con Hopper è possibile, si pensi al capolavoro Nighthawks ambientato in un bar dove l’atmosfera è ferma e i personaggi sono uno accanto all’altro, il rapporto che li lega è paradossalmente la solitudine, a dispetto di rare parole bisbigliate, ciascuno di loro è ripiegato sui propri pensieri. Ognuno è solo come nelle immagini dei visitatori del Museo dell’Opera del Duomo descritti da Pacifico. La solitudine è, però, nel suo caso quella che Natali definisce “quell’attitudine che di fronte a un’opera d’arte assume chi davvero voglia instaurare una relazione spirituale con la poesia altrui”.

Si potrebbe, inoltre, affermare che la cancellazione della distanza spettatore opera e spazio architettonico fa pensare alla creazione, mediante il mezzo fotografico, di una stanza quadro “immersiva”, dove non esiste più il confine osservatore e oggetto osservato, al modo della pittura prospettica manierista. Tanti riferimenti colti, immagini familiari e sapienza di un mestiere sempre in prima linea per una bella mostra dedicata all’arte della fotografia.

 

Museo dell'Opera del Duomo, Firenze, foto e courtesy di Massimo Pacifico
Museo dell’Opera del Duomo, Firenze, foto e courtesy di Massimo Pacifico

A MISURA DUOMO di Massimo Pacifico
Fino al 31 ottobre 2026
Libreria Brunelleschi, Antica Canonica di San Giovanni
Piazza San Giovanni 7 – Firenze
Orari di apertura: lunedì-sabato 08:00-19:00 | domenica 10:15-17:45.
Ingresso gratuito