
L’arte contemporanea negli Stati Uniti è in lutto per la scomparsa del pittore newyorkese, celebre per le “Rain paintings” realizzate con un estintore. Smith era diventato famoso a soli 24 anni per poi allontanarsi dal mercato e negli ultimi anni si era dedicato al sostegno dei giovani artisti e alla riapertura del leggendario ristorante Food
Lucien Smith non aveva paura di bruciarsi, e aveva fatto più volte: sul mercato, dove le sue quotazioni erano schizzate alle stelle; nella vita, con un’infanzia difficile che ha raccontato pubblicamente; e infine, nella sua stessa carriera, che ha più volte interrotto e reinventato.
L’artista, una delle figure più controverse e amate della scena newyorkese, è morto a 37 anni. La notizia è stata confermata da Bill Powers, il gallerista che lo aveva lanciato. Non sono state rese note né la causa né il luogo del decesso. Lucien Smith era esploso nel 2012, quando le sue Rain paintings – tele spruzzate con un estintore pieno di vernice – diventarono il simbolo di una nuova generazione di artisti. A 24 anni, il New York Times lo definiva già una star, e le sue opere raggiungevano quotazioni da capogiro, fino a 389.000 dollari all’asta.
Ma il successo fu una gabbia. Nel 2014, in un TedX talk, Smith raccontò un’infanzia segnata dal tradimento del padre e da una paura di fallire che non lo aveva mai abbandonato. Poco dopo, decise di ritirarsi: “Voglio stare fuori dal mondo dell’arte“, dichiarò.
Ma il suo ritiro non fu un addio, ma una trasformazione. Nel 2015 fondò Serving the People (STP), un’organizzazione no-profit per sostenere gli artisti emergenti, e nel 2024 riaprì Food, il leggendario ristorante newyorkese fondato nel 1971 da Gordon Matta-Clark, con l’obiettivo di creare opportunità di lavoro per i giovani creativi. “Per i creativi, molte opportunità di lavoro possono sembrare distrazioni dalla loro pratica. Credo che se investi tempo ed energia nei giovani creativi, creerai un ecosistema molto più sano”, aveva dichiarato Smith.
Solo il mese scorso, Smith stava realizzando nuovi dipinti con un aerografo industriale, in un ideale ritorno alle origini. “La vita mi ha fatto fare un giro completo. Penso che sia tempo di tornare al processo che mi è stato dato”. Jeanne Greenberg Rohatyn, la gallerista che lo aveva scoperto, lo ha ricordato come “il cuore pulsante di una cultura downtown in fermento. Un artista raro, con carisma, talento e la capacità di costruire comunità“. Andrew Kuo, artista e amico, ha scritto su X: “Lucien Smith era nostro amico e la sua morte è tragica. È una perdita per la nostra comunità“. Lucien Smith se ne va, ma il suo tentativo di costruire un mondo dell’arte più umano e accessibile resta come un’eredità che nessuna quotazione in asta potrà mai eguagliare.





