09 Ottobre 2026 01:42

Tutto Man Ray. Grande mostra alla Fondazione Magnani Rocca

Man Ray, À l’Heure de l’Observatoire, les Amoureux
Man Ray, À l’Heure de l’Observatoire, les Amoureux
A Mamiano di Traversetolo oltre duecentocinquanta opere raccontano il complesso itinerario artistico di Man Ray

Nella rassegna curata da Walter Guadagnini, Mauro Carrera e Stefano Roffi, per la prima volta in Italia si esaminano, senza discriminanti, tutte le discipline praticate dall’artista: fotografie, dipinti, oggetti, sculture, grafiche, libri e film, a cinquant’anni dalla scomparsa. Sono stati selezionati alcuni dei suoi capolavori: Le Violon d’Ingres (1924), una delle fotografie più iconiche e ambigue del XX secolo. In bianco e nero riprende la schiena dell’amica e musa Kiki de Montparnasse con un turbante e degli orecchini con le effe di violino sulla schiena nuda.

Gesto che fa del corpo femminile uno strumento musicale, un oggetto di desiderio e di arte. E nello steso tempo un’ interpretazione ironica e concettuale sui rimandi tra pittura, fotografia e surrealismo. L’opera è al tempo stesso un omaggio e una provocazione. Il titolo richiama Jean-Auguste-Dominique Ingres (1780–1867), noto per i suoi nudi idealizzati.

À l’Heure de l’Observatoire, les Amoureux (All’ora dell’osservatorio. Gli amanti). Le labbra sono quelle di Lee Miller, fotografate da Man Ray e ingrandite, sospese nel cielo sopra l’Osservatorio di Parigi. L’opera divenne la testimonianza onirica di un’intensa relazione durata quattro anni e conclusasi nel 1932.

 

Man Ray, Le Violon d'Ingres
Man Ray, Le Violon d’Ingres
Maschera vivente

«Le labbra rosse fluttuavano in un cielo grigio-blu, sopra un paesaggio crepuscolare dove, all’orizzonte, si scorgeva un osservatorio e le sue due cupole, come seni, appena accennate nella penombra. Era un’impressione che mi era rimasta dalle mie passeggiate quotidiane nei Giardini del Lussemburgo. Probabilmente per le loro dimensioni, le due labbra sembravano due corpi intrecciati. Era molto freudiano» (Man Ray, Autoritratto).

Noire et Blanche è una fotografia in bianco e nero realizzata dall’artista americano nel 1926. Copre il periodo in cui si apre al Surrealismo. Il titolo della fotografia riflette la dualità insita nella dicotomia tra la modella caucasica e la maschera nera di origini africane. Lo scatto ritrae ancora Kiki de Montparnasse, in posa inespressiva. Con gli occhi chiusi e la testa posata su un tavolo mentre, con la mano sinistra, appoggia verticalmente su di esso una maschera nera.

L’immagine oppone il tenero viso ovale bianco della modella, simile anche lei ad una maschera vivente, alla maschera vera e propria nera lucida, con gli occhi serrati e un’espressione serena. Manifestando l’interesse dell’artista per l’arte africana, che ha molto influenzato i movimenti artistici dei primi decenni del XX secolo.

 

Man Ray, Ostruzione
Man Ray, Ostruzione

Il celebre ferro da stiro con chiodi (Cadeau), dei primi anni del Novecento è esposto nella sua posizione di riposo. Sulla piastra sono stati saldati 14 chiodi metallici. L’opera ha una chiara scansione contraddittoria. La sua impostazione aggressiva va contro la finalità del dono che dovrebbe sucitare piacere.

Il focus della mostra

E’ legato all’evoluzione del linguaggio di Man Ray nato a Philadelphia nel 1890. A partire dalla partecipazione al movimento Dada e dalla scoperta della fotografia, presente in tutta la carriera e alla quale l’artista deve fama. Il momento dadaista si realizza nella creazione delle prime sculture, come By Itself del 1918 qui presentata nella versione in bronzo del 1966. L’opera è una replica della scultura dadaista originale in legno ideata nel 1918. Con le sue forme geometriche minimaliste e sovrapposte.

Non si può non citare la celebre Ostruzione del 1920, del Metropolitan Museum of Art. Composta da 63 grucce di legno appese al soffitto in una struttura che moltiplica un singolo oggetto fino a trasformarlo in installazione. E’ un esempio di un tipo di opera definito da Marcel Duchamp “readymade”, riferendosi all’appropriazione e alla manipolazione di oggetti comuni e preesistenti. La scultura riecheggia un lampadario.

 

Man Ray, Cadeau (Dono) 1921-1963 objets trouvès on on iron Gerusalemme, Israel Museum
Man Ray, Cadeau (Dono) 1921-1963 objets trouvès on iron, Gerusalemme, Israel Museum

Il trasferimento a Parigi nel 1921 annuncia la svolta definitiva. Accolto da Marcel Duchamp, Man Ray entra nell’ambiente dell’avanguardia parigina, divenendone ben presto il fotografo ufficiale, come attestano i molti ritratti dei protagonisti di questo mondo. Al lavoro su commissione per la moda si affiancano le sperimentazioni autonome: i rayographs . Inventate nel 1921, sono immagini fotografiche create escludendo la macchina fotografica; procedimento che ha consentito all’artista di allontanarsi dalla pittura tradizionale e lavorare direttamente con la luce e le forme; le solarizzazioni, autentiche icone dell’arte dada e surrealista.

In che consistono? Durante lo sviluppo in camera oscura, la pellicola o la carta viene sottoposta brevemente a un secondo fascio di luce. Questo passaggio determina una linea scura e netta (linea di Mackie), separando le zone in luce da quelle in ombra.

MAN RAY Tutto
Fino al 13 dicembre 2026
Fondazione Magnani-Rocca 4
Mamiano di Traversetolo (Parma)