
In programma dal 3 all’11 ottobre a Parma, la fiera di antiquariato, modernariato, design storico e collezionismo lancia una nuova sezione dedicata alla fotografia “anonima”, già oggetto di interesse dei collezionisti. Ecco come sarà Vintage Photo Parma
Fotografie scattate da persone comuni che ritraggono persone comuni nella loro quotidianità, eppure importanti testimonianze per conoscere capitoli di storia che altrimenti passerebbe inosservata. Fotografie che provengono da archivi, dai mercati fotografici, dalle collezioni a tema, e che dal 3 all’11 ottobre, nell’ambito di Mercanteinfiera a Parma, saranno protagoniste di una nuova sezione della rassegna intitolata Vintage Photo Parma.
La fiera dedicata ad antiquariato, modernariato, design storico e collezionismo da quest’anno infatti propone una nuova sezione, interamente dedicata a quelle che per lungo tempo sono state considerate materiali minori rispetto alla fotografia d’autore, ma costituiscono in realtà il tessuto diffuso della memoria visiva moderna.
La sezione nasce dalla volontà di Ilaria Dazzi, Brand Manager di Mercanteinfiera di aprire un nuovo spazio di ricerca visiva, in collaborazione con l’imprenditore culturale Fabio Castelli. “Per decenni la fotografia anonima è stata considerata un materiale minore, buono al più per un mercatino. Con Vintage Photo Parma vogliamo invece portarla dentro una fiera internazionale di collezionismo, con la stessa attenzione critica riservata agli autori noti. Il percorso mette insieme artisti contemporanei che reinterpretano fotografie anonime attraverso manipolazione e montaggio, e una selezione di immagini vernacolari che attraversano oltre un secolo di storia della fotografia, scelte per la loro sola efficacia visiva e concettuale. Non serve un nome celebre per riconoscere un’immagine importante: serve competenza, metodo e la volontà di rimetterla in relazione con altre immagini e altri archivi”, spiega Fabio Castelli.
“Vintage Photo Parma trova a Mercanteinfiera la sua collocazione ideale, perché il collezionismo non si limita a conservare gli oggetti: li mette in relazione e restituisce nuove possibilità di lettura a immagini che sembravano aver concluso il proprio percorso. Una fotografia anonima quando si separa dalla storia che l’ha generata, infatti, non diventa muta: si apre a nuove possibilità di lettura. La ricerca e il collezionismo possono rimetterla in relazione con altre immagini e altri archivi, facendo emergere significati rimasti a lungo sullo sfondo. Vintage Photo Parma non racconta una storia separata della fotografia, ma il modo in cui le immagini continuano a entrare nel tempo”, sottolinea Ilaria Dazzi, Brand manager di Mercanteinfiera.

Mercanteinfiera 2026. Gli espositori di Vintage Photo Parma
Tra gli espositori, Serge Plantureux, cacciatore di immagini fotografiche e critico, propone uno stand interamente dedicato alla fotografia italiana, articolato in due percorsi. Da un lato un angolo pensato per chi si avvicina per la prima volta al collezionismo; dall’altro, nuclei più ampi provenienti da tre importanti fondi ottocenteschi, dagherrotipi, albumine e carte salate, classificati non solo per provenienza geografica ma per autore: fotografi romani, milanesi, napoletani e torinesi, con immagini della Sicilia e dell’Emilia-Romagna.
La Libreria Antiquaria Sonia Natale di Roma presenta in fiera un nucleo di fotogiornalismo che documenta la condizione sociale degli emigrati italiani in Germania nei primi anni Sessanta, nel momento del loro rientro nel Mezzogiorno.
Sergio Smerieri, fondatore del Festival Gu.pho, porta invece uno sguardo contemporaneo con “We went there before you”: tra le immagini proposte, fotografie vernacolari ritrovate e incollate sui libretti turistici “32 vedute” diffusi tra gli anni Sessanta e Settanta, allineandone linee e prospettive alle vedute originali stampate nei libretti. Il risultato, nella maggior parte dei casi volutamente incompleto, lascia spazio a chi acquista l’opera di completarla, trasformando ogni esemplare in un pezzo unico costruito a quattro mani tra artista e collezionista.
Spazio e Immagini, di Matteo Giacomelli, presenta tre collezioni tematiche di fotografia vernacolare. La prima raccoglie immagini di acrobati, giocolieri e saltimbanchi attivi in Europa tra il 1930 e il 1960, un raro patrimonio visivo dedicato al mondo dello spettacolo circense. La seconda è dedicata alla fotografia vernacolare italiana del Novecento, con scatti spontanei di vita quotidiana. La terza collezione raccoglie invece fotografie del Novecento in cui compare, non intenzionalmente, l’ombra del fotografo stesso: una presenza che, trovandosi tra lo spettatore e l’inquadratura, apre l’immagine a nuove possibili letture.
Dall’Asia arriva infine il contributo di Thy Lab, spazio artistico e di ricerca indipendente con sede a Hong Kong diretto da Alberto Gerosa, antropologo e regista, che presenta “L’immagine superstite”, dell’artista Ying Bo. Tra le immagini proposte, un archivio di fotografie private disperse nel 2018 dal tifone Mangkhut, che colpendo Hong Kong strappò da case e ripostigli documenti e immagini di vita quotidiana.
Completa la sezione la libreria, galleria e casa editrice indipendente S.T. Senza Titolo, con sede a Roma, specializzata in fotografia del XX secolo, libri d’arte, cataloghi, manifesti e materiale fotografico ritrovato, fondata da Matteo Di Castro.
Per approfondire i temi al centro di Vintage Photo Parma, il 4 ottobre, in Sala Barilla, si terrà “Dialogo sulla fotografia anonima”, un talk con Fabio Castelli, imprenditore culturale, fondatore di Mia Photo Fair e autore del volume “Fotografia Anonima” (Seipersei), Serge Plantureux, cacciatore di immagini fotografiche e critico, Sergio Smerieri, fondatore del Festival Gu.pho, Stefano Vigni, fotografo ed editore di SeiperSei, e Alberto Gerosa, antropologo e regista, dal 2007 alla guida di Thy Lab. Modera Michele Smargiassi, giornalista de la Repubblica e autore della newsletter “Fotocrazia”.





