22 Settembre 2026 23:11

A portata di barca. Ecco la nuova installazione di Ibrahim Mahama a Napoli

Ibrahim Mahama, Voyageur, Napoli
Ibrahim Mahama, Voyageur, Napoli
Nell’ambito dell’appuntamento di Napoli contemporanea 2026, Mahama allestisce a Piazza Municipio tre scafi in legno di 10 metri

Un eccezionale gruppo di cinque imbarcazioni di epoca romana, risalenti tra il II e il V secolo d.C., riaffiorarono durante i lavori di scavo per la Stazione Municipio della Linea 1 della metropolitana a Napoli nell’anno 2003, nell’area dell’antico porto di Neapolis. Sigillate e protette da un denso strato di fango argilloso formatosi a seguito di un’antica alluvione. Insieme agli scafi in legno, lunghi circa 10-11 metri, furono recuperati anfore, vetri, monete, calzari e attrezzi da marinaio. Perfettamente conservati grazie all’ambiente umido della falda acquifera.

Dopo Duemila anni, nella stessa piazza in cui furono ritrovati questi reperti, è stata allestita un’opera monumentale inedita, dal titolo “Voyageur”, composta da tre barche, realizzate dall’artista ghanese Ibrahim Mahama, classe 1987: un intervento di arte pubblica che rientra nell’ambito dell’appuntamento di Napoli contemporanea 2026, curata da Vincenzo Trione, fino al 18 novembre 2026.

 

Ibrahim Mahama, Voyageur, Napoli
Ibrahim Mahama, Voyageur, Napoli

Mahama è una delle voci più influenti dell’arte contemporanea. Ed è il primo artista africano ad aver raggiunto il primo posto nella classifica Power 100 di “ArtReview”. La sua ricerca si concentra su installazioni monumentali e site-specific, realizzate con materiali legati al lavoro e al commercio: sacchi di juta, legname e residui industriali. Attraverso i quali esplora le economie globali, le storie coloniali e la circolazione di beni e persone.

Mediterraneo

Collocate nella piazza recentemente restaurata dall’architetto portoghese Alvaro Siza (1933), al centro di ripetute polemiche per la presenza di pochissimi alberi dopo un’estate rovente, le tre imbarcazioni mettono in relazione l’Africa occidentale e il Mediterraneo. Lo spazio all’aperto affacciato sul porto assume un significato molteplice. Ribadendo il legame diretto con il mare inteso come un lungo viaggio in cui si cerca di raggiungere un luogo di accoglienza e pace.

 

Ibrahim Mahama, Voyageur, Napoli
Ibrahim Mahama, Voyageur, Napoli

Immerse a metà nel suolo della pavimentazione, assumono nell’immaginario collettivo una presenza concreta e impattante. Che rimanda ad una atmosfera metafisica, dove emerge un senso di “sospensione”, che rappresenta la precarietà dell’esistenza, interrotto bruscamente dal passaggio del traffico veicolare sullo sfondo e dai rumori della gente.

Le opere evocano i viaggiatori che attraversano il Mediterraneo, spesso spinti da condizioni economiche, sociali e politiche drammatiche. E richiamano le esperienze di quanti affrontano il mare alla ricerca di sicurezza e di una nuova possibilità di vita. Non è un caso che la loro posizione “a picco”, simboleggia in Psicologia la perdita del controllo di fronte alle forze soverchianti del destino, poiché la barca o la nave è per antonomasia il simbolo della vita, del cammino e dell’”Io” che naviga nel mare delle esperienze, e il suo inabissamento rappresenta il tracollo mentale, il naufragio delle illusioni o il fallimento di un progetto esistenziale.

 

La Biennale di Venezia, Christoph Büchel
La Biennale di Venezia, Christoph Büchel

Formalmente, qualcuno ha notato connessioni con l’installazione Mariverticali, allestita nel 2023 da Fabrizio Plessi a Palazzo Reale di Milano. Analogamente, l’opera di Mahama rievoca un’altra installazione presentata alla 58ª Biennale d’Arte di Venezia del 2019, intitolata “May You Live in Interesting Times”, dell’artista Christoph Büchel (1966). Il relitto di un peschereccio affondato nel Canale di Sicilia in cui persero la vita circa mille migranti. Lo scafo fu recuperato dalla Marina Militare nel 2016 a 350 metri di profondità. Collocato nel bacino dell’Arsenale ed esposto come monumento commemorativo, è il simbolo delle politiche europee e delle tragedie del Mediterraneo.