23 Settembre 2026 23:04

Abramović nel digitale: 125 avatar per rivivere le sue performance

Marina Abramović, Counting Crystals (2026). Courtesy of Taex

Taex, galleria d’arte digitale con sede a Londra, e Marina Abramović hanno annunciato “METHOD”, nuova tappa del loro progetto di avatar. La serie, attesa per l’autunno, nasce dagli insegnamenti del Marina Abramović Institute e traduce decenni di ricerca dell’artista in 125 performance digitali di durata variabile.

Gli avatar fanno cose che chi conosce Abramović riconoscerà subito: camminano all’indietro con uno specchio, aprono e chiudono una porta, contano chicchi di riso o cristalli…ma il punto non sarà la tecnologia. È che qui la performance non è più dal vivo, e lo spettatore non guarda e basta: la sua attenzione diventa la condizione perché l’opera accada. È un’idea che Abramović inseguiva già nel 1974, con Rhythm 0 e Rhythm 5, dove metteva alla prova la complicità del pubblico e i limiti del proprio corpo. Da lì è nata una pratica fatta di resistenza e rischio fisico, e da lì è nato nel 2012 il MAI, centro di ricerca sulla performance di lunga durata. Con “METHOD”, insomma, si prova a fare una cosa che finora nessuno ha davvero risolto: trasformare un’arte fatta di tempo e di corpo in una forma digitale che duri: se non avessimo già visto Avantar e, ormai nella preistoria, Matrix, forse potremmo quasi darle una chance…ma anche in questo caso il gioco sembra essersi posizionato sempre meno sul fronte dell’arte e sempre più alla stregua di un intrattenimento. E sulla domanda aperta: riuscirà l’avatar Method a conservare l’intensità delle performance originali?, noi nutriamo qualche dubbio…