25 Settembre 2026 23:59

Volcanic Attitude 2026. Arte, scienza e paesaggi vulcanici tra Napoli e le Eolie

Performance di Federica di Carlo
Performance di Federica di Carlo
Dal 25 al 29 settembre il festival Volcanic Attitude celebra l’incontro tra arte contemporanea, ricerca scientifica e paesaggi vulcanici

Dal 25 al 29 settembre torna Volcanic Attitude, festival itinerante dedicato all’incontro tra arte contemporanea, ricerca scientifica e paesaggi vulcanici. Giunto alla quinta edizione, il festival attraverserà Napoli, Vulcano e Stromboli, con un viaggio tra terra e mare che mette in relazione pratiche artistiche, conoscenza scientifica e ascolto dei territori.

Curato e diretto da Helga Franza, Susanna Ravelli e Giulia Restifo, Volcanic Attitude 2026 amplia la propria geografia coinvolgendo anche Islanda e Martinica, ospiti speciali di un’edizione costruita intorno agli “elementi vibranti” che caratterizzano le aree vulcaniche: correnti telluriche, acque termali, fondali marini, rocce, gas e particelle cosmiche.

 

Vulcano, Costruzione Collettiva con l'architetto Francesco Careri
Vulcano, Costruzione Collettiva con l’architetto Francesco Careri

Il percorso prende il via a Napoli, città dalla forte identità vulcanica, con un incontro dedicato ai “vibrant soils”, il suolo inteso come ambiente vivo, memoria e spazio di connessioni tra specie. Da qui il viaggio prosegue via mare verso le Eolie, trasformando la navigazione stessa in uno spazio di ricerca e osservazione. Performance, installazioni e incontri accompagneranno i partecipanti lungo la rotta verso Vulcano e Stromboli.

Fragilità degli ecosistemi

A Vulcano, il programma intreccia arte e vulcanologia con visite, talk e azioni partecipative. Tra gli appuntamenti, il progetto Bathing Vulcano, dedicato alla cultura del bagno e del termalismo, e gli incontri con artisti e scienziati che indagano le relazioni, visibili e invisibili, tra paesaggio, attività umana e fenomeni naturali. Particolare attenzione sarà dedicata anche alla ricerca scientifica sui neutrini e al progetto KM3NeT, che studia le particelle provenienti dallo spazio attraverso un grande telescopio sottomarino installato nel Mediterraneo.

 

Margherita Morgantin - Anemoscopio (variabili 3, sul vulcano)
Margherita Morgantin – Anemoscopio (variabili 3, sul vulcano)

Il viaggio proseguirà poi verso Stromboli e Ginostra, con laboratori, esplorazioni fotografiche, performance e azioni collettive. Le opere e le ricerche di artisti provenienti dall’Italia, dall’Islanda e da altri contesti internazionali entreranno così in dialogo diretto con la morfologia e la storia dei luoghi. Tra i protagonisti dell’edizione 2026 figurano, tra gli altri, Anna Líndal, Bjarki Bragason, Rachele Maistrello, Stefano Graziani, Melina Mulas, Magnús Pálsson, Alessandro Manfrin, Marco Casagrande e Nicolò Giorgini, insieme a ricercatori e scienziati come Paolo Piattelli, Carlo Andrea Rozzi e Pietro Lo Cascio.

Al centro del festival c’è una riflessione sulla fragilità degli ecosistemi e sul rapporto tra esseri umani e pianeta. In un momento segnato dalla crescente evidenza della transizione climatica, Volcanic Attitude propone l’arte e la scienza come strumenti per sviluppare nuove forme di attenzione verso i territori, non attraverso una separazione tra cultura e natura, ma attraverso una loro possibile consonanza. Il ritorno a Napoli, previsto il 29 settembre, chiuderà simbolicamente un percorso circolare tra città, isole, mare e vulcani: una geografia in movimento che invita a osservare il paesaggio non come uno sfondo, ma come un organismo complesso, in continua trasformazione.

 

Talk con Monia Procesi, geochimica di INGV
Talk con Monia Procesi, geochimica di INGV

Programma completo: www.volcanicattitude.org