
Nelle restaurate Scuderie della dimora settecentesca apre al pubblico la nuova rassegna con venti sculture della collezione Torlonia
A due anni dalla sua prima apertura nel 2024, in coincidenza con il decennale dell’istituzione, l’Antiquarium di Villa Albani Torlonia amplia a Roma il proprio assetto museografico. All’interno delle Scuderie della storica residenza cardinalizia, a partire apre al pubblico un nuovo settore espositivo, tenuto a battesimo dalla rassegna «Marmora Romana», affidata alla cura dell’archeologo Carlo Gasparri. Il progetto intesse un duplice omaggio: da un lato alla varietà litologica dell’antichità classica, dall’altro agli studi di Raniero Gnoli (1933-2025), figura cardine dell’indagine antiquaria sui marmi policromi imperiali.
«L’Antiquarium è infatti il luogo dove la città di Roma può scorgere il risultato del quotidiano lavoro che portiamo avanti: il restauro, lo studio e la divulgazione della Collezione Torlonia e del gusto dell’antico che ha caratterizzato il collezionismo della Famiglia culminando nell’apertura del Museo Torlonia», ha sottolineato Alessandro Poma Murialdo, Presidente della Fondazione Torlonia.

L’intervento estende a 44 unità il nucleo complessivo delle opere visibili in sede, integrando il percorso permanente con venti sculture Torlonia, quindici delle quali reduci da complessi trattamenti conservativi eseguiti nei laboratori interni. L’itinerario scandaglia il ruolo assunto dai marmi colorati a partire dalla fine del II secolo a.C., quando le campagne espansionistiche verso l’Oriente ellenistico inaugurarono rotte estrattive e cantieri monumentali destinati a definire il linguaggio dell’architettura augustea e la tradizione del collezionismo europeo moderno.
Tra capitelli, elementi d’arredo e frammenti architettonici spicca la monumentale Tazza Torlonia (detta anche Tazza Medici): un imponente cratere romano lavorato in rarissima breccia verde d’Egitto – pietra dello Wadi Hammamat nota in greco come hekatontalithos (“mille pietre”) – innestato su un basamento scultoreo cinquecentesco. L’operazione si inserisce nel programma di valorizzazione sostenuto dalla Fondazione Torlonia al fianco dei partner istituzionali Fondazione Bulgari (per i restauri) e Chiomenti (per le attività istituzionali e di studio).





