
Un nuovo murale, riprodotto in vinile e progettato dall’intelligenza artificiale, installato nella città natale di Banksy, Bristol, ha scatenato un corale caso di indignazione da parte degli stessi artisti, riaccendendo il dibattito sull’autenticità del lavoro
Incollato sul lato dell’edificio del Jolly Colliers Pub a Bedminster, Bristol, il murale nato dall’Intelligenza Artificiale raffigura non solo una versione errata della Cabot Tower e una SS Great Britain ridimensionata, ma contiene anche un’interpretazione sbagliata di Mild Mild West (1999) di Banksy, con una figura con una gamba sola, invece del famoso orsetto gigante dell’artista che lanciava una molotov contro gli agenti antisommossa.
La risposta al murale, la comunità artistica locale di Bristol — che vanta una reputazione internazionale per la street art, avendo prodotto lo stesso Banksy — non si è fatta attendere: «I progetti dell’IA non solo svalutano, ma minano il lavoro degli artisti», ha dichiarato Caroline Maggs del Bristol Mural Collective (BMC) a un giornale locale, aggiungendo che il collettivo è rimasto «rattristato e indignato dal fatto che il Jolly Colliers non abbia scelto di sostenere un lavoro fatto a mano. Siamo piccole imprese, e in quanto piccola impresa loro stessi, avrebbero dovuto scegliere meglio. In un clima in cui gli esseri umani vengono sostituiti dall’IA a un ritmo allarmante, scegliere un’arte come questa non è solo una scelta estetica ma politica».
Una lettera stampata di un artista non identificato che criticava l’opera d’IA è stata inoltre affissa martedì sotto il murale, ma è stata poi rimossa. La lettera definiva il murale «un affronto irrispettoso a questa città», sottolineando che «centinaia di murales esistono in tutta la città, creati da individui veramente talentuosi, con passione, abilità conquistata con fatica e dedizione». E ancora: «Scegliendo di “creare” (anche se quella parola dà più credito di quanto meriti) un’immagine generata dall’IA, produrla in vinile e incollarla sul lato del vostro edificio, state danneggiando attivamente il sostentamento degli artisti, mancando di rispetto e contribuendo al furto del loro lavoro, e prendendo in giro ciò che rende Bristol la città che è. Avete diluito lo spirito, l’originalità e l’essenza stessa dell’estetica visiva che avete cercato, e fallito, di ricreare», si leggeva nella missiva infuocata.
Ma un portavoce di Punch Pubs & Co, proprietario del pub, ha spiegato in una dichiarazione che la parete esterna richiede alcuni lavori minori che renderebbero difficile al momento un murale permanente, e quindi si è optato per una soluzione temporanea. Ma in risposta, Emily Tuffen, un’altra artista del BMC, ha aggiunto: «Bristol ama la creatività autentica e non tollererà il furto di proprietà intellettuale! Non costerebbe troppo ai proprietari se volessero commissionarlo!».





