29 Settembre 2026 23:07

Accessibile e flessibile. Riapre al pubblico il Design Museum Gent

Il Design Museum Gent
Il Design Museum Gent
Il 3 ottobre il Design Museum Gent riapre con una nuova ala, nuovi spazi e un percorso espositivo dedicato a design, società e futuro

Il Design Museum Gent, il più grande museo del design in Belgio, inaugura una nuova fase della sua storia. Dopo un importante intervento di ampliamento e rinnovamento, il museo riapre il 3 ottobre con un concept che guarda al design non soltanto come espressione estetica, ma come strumento per comprendere e trasformare la società.

La nuova visione parte da una domanda semplice: se tutto è progettato, cosa possiamo riprogettare? Oggetti quotidiani, città, tecnologie e persino le regole che organizzano la nostra vita diventano così materia di riflessione.

 

La nuova ala del Design Museum Gent, photo ©Michiel De Cleene
La nuova ala del Design Museum Gent, photo ©Michiel De Cleene
Una nuova ala aperta alla città

Progettata da Carmody Groarke e ATAMA, la nuova ala completa il complesso museale e dialoga con gli edifici storici restaurati da RE-ST. Il nuovo spazio è accessibile e flessibile, pensato per mostre, workshop, conferenze ed eventi. Al suo interno trova posto anche la Stadskamer, una “stanza della città” aperta a comunità e realtà locali: un luogo per incontrarsi, creare e condividere idee.

Dal museo alla partecipazione

Il nuovo Design Museum Gent invita i visitatori a passare dalla semplice osservazione all’azione. Tra le nuove proposte ci sono la Democracy Fitness Trail, dedicata alla partecipazione democratica, Searcher, che utilizza l’intelligenza artificiale per esplorare la collezione. E CO-LAB, spazio di collaborazione tra designer, studenti e cittadini.

 

Veduta interna del Design Museum Gent, photo ©Michiel De Cleene
Veduta interna del Design Museum Gent, photo ©Michiel De Cleene

Anche la nuova collezione permanente rilegge il passato con uno sguardo contemporaneo. Circa 500 oggetti sono organizzati attorno a cinque temi – copy, comfort, migration, folds e connections – per interrogarsi su ciò che il design può ancora insegnarci e su ciò che, invece, deve essere ripensato.