29 Settembre 2026 22:50

Arte, vino e paesaggio. Nel Monferrato torna Palazzoirreale

Palazzoirreale, Canelli, opera di Ludovica Carbotta (ph Claudia Zanfi)
Palazzoirreale, Canelli, opera di Ludovica Carbotta (ph Claudia Zanfi)
Un innovativo polo culturale dedicato all’arte contemporanea con sede a Canelli, nel suggestivo contesto dei paesaggi vitivinicoli del Monferrato

È un innovativo polo culturale dedicato all’arte contemporanea con sede a Canelli, in provincia di Asti, inserito nel suggestivo contesto dei paesaggi vitivinicoli del Monferrato, patrimonio mondiale dell’umanità Unesco. Nato nel 2024 da un’iniziativa della storica cantina di Vini Bosca (con la direzione artistica di Diana Berti), il progetto Palazzoirreale fonde i linguaggi espressivi contemporanei con l’archeologia industriale e l’identità del territorio.

Il territorio di Canelli offre un panorama geografico e antropico interamente plasmato dalla secolare cultura del vino. I pendii presentano geometrie perfette disegnate dai filari di vite. Punti panoramici, come il Belvedere di Canelli, offrono ampie viste sulle colline, con sfondo le Alpi. Il cuore produttivo di Canelli si è sviluppato nella parte bassa del borgo, a ridosso del torrente Belbo, con i grandi stabilimenti enologici storici e gli accessi alle rinomate Cattedrali Sotterranee.

Scavate direttamente nel tufo calcareo sotto l’abitato della città, le Cattedrali Sotterranee di Canelli sono veri e propri capolavori di ingegneria ottocentesca, scavati a mano nel cuore delle colline piemontesi. Si tratta di una rete di oltre 25 chilometri di gallerie, tunnel e maestose sale sotterranee che si snodano fino a 32 metri di profondità. Il nome deriva dalle loro volte monumentali, dai lunghi corridoi ad arco e dai pilastri massicci che ricordano le navate delle grandi cattedrali gotiche o romaniche.

 

Cantine sotterranee Bosca, Canelli (ph Claudia Zanfi)
Cantine sotterranee Bosca, Canelli (ph Claudia Zanfi)

Il tufo calcareo profondo mantiene spontaneamente una temperatura costante e un tasso di umidità ideale tutto l’anno. Queste condizioni sono indispensabili per la lenta rifermentazione in bottiglia e l’affinamento dello Spumante italiano, nato proprio in queste gallerie a metà dell’Ottocento.

Archeologia industriale enologica

La storia della famiglia Bosca si intreccia da quasi due secoli con lo sviluppo dell’enologia e dello spumante italiano a Canelli, nel cuore del Monferrato. Guidata ininterrottamente dalla stessa famiglia per sei generazioni, l’azienda rappresenta uno dei pilastri storici del settore vitivinicolo piemontese. L’avventura comincia con Pietro Bosca (nato nel 1799). Figlio di piccoli proprietari terrieri nella Valle Belbo, Pietro comprende che limitarsi alla sola vendita dell’uva non è sufficiente. Decide così di passare alla vinificazione e alla commercializzazione in proprio, fondando la casa vinicola nel 1831.

Verso la fine ‘800 vengono aperte le prime sedi all’estero: a Buenos Aires e a New York, consolidando il marchio Bosca nelle Americhe. Superate le grandi sfide del Novecento – inclusa la devastante alluvione del 1994 che sommerse le cantine storiche – il timone dei Vini Bosca è oggi nelle mani della giovane generazione. I tre fratelli portano avanti l’eredità di famiglia coniugando la tradizione con forti investimenti nell’arte contemporanea. Le loro cantine sotterranee sono valorizzate da installazioni di luce, mostre d’arte contemporanea (legate al progetto Palazzoirreale) e sottofondi musicali che trasformano gli spazi in un viaggio multisensoriale.

 

Palazzoirreale, Canelli, opera di Ludovica Carbotta (ph Claudia Zanfi)
Palazzoirreale, Canelli, opera di Ludovica Carbotta (ph Claudia Zanfi)

Così nasce il più recente progetto Palazzoirreale. Lo spazio espositivo sorge all’interno della storica villa di famiglia, una palazzina Liberty di inizio Novecento. Rappresenta un perfetto esempio di archeologia industriale enologica, dove l’architettura dialoga direttamente con la produzione vinicola e l’arte. Attualmente la struttura ospita l’esposizione Frammenti di durata (curata da Maria Chiara Valacchi) con performance di Jacopo Benassi e installazioni di Ludovica Carbotta, incentrata sull’impatto del tempo e della trasformazione.

Un’opera totale

Ludovica Carbotta, artista nata a Torino che vive e lavora a Barcellona, presenta un nucleo inedito di tre sculture, I Telamoni, concepite in dialogo diretto con l’architettura liberty di Villa Bosca e con la storia della famiglia di viticoltori. Realizzata con materiali diversi come cemento, gesso e acciaio accanto all’opera è piantato un albero di vite, che cresce arrampicandosi sulla struttura.

Mentre Carbotta indaga lo scorrere del tempo bloccandolo nella materia scultorea o legandolo alla crescita della vite, Benassi risponde con la sua performance intitolata Rivoluzione. Attraverso l’uso del suono, della musica dal vivo e della fotografia, l’artista ligure cattura l’immediatezza del presente. L’incontro tra i due linguaggi dà vita a un’opera totale e trasformativa. In cui la staticità apparente del gesso e dei metalli della Carbotta viene investita e scossa dall’energia sonora e performativa di Benassi.

 

Cantine sotterranee Bosca, Canelli (ph Claudia Zanfi)
Cantine sotterranee Bosca, Canelli (ph Claudia Zanfi)

Palazzoirreale presenta altre installazioni di altri autori che hanno esposto in precedenza, come l’opera sul tetto di Patrick Tuttofuoco, mentre nei sotterranei è esposta un’opera di Giuseppe Gabellone. È inoltre prevista la creazione di ArchivioFuturo, un programma collettivo in cui diversi fotografi selezionati interpretano e documentano visivamente l’evoluzione continua dello spazio e delle sue mostre.