
Negli spazi del Palazzo del Parco Passalacqua presenta la sua ricerca sviluppata nel corso dei decenni, dalla pittura su tela all’utilizzo di supporti metallici
“Ogni segno assomiglia al precedente, ma non coincide mai davvero con quello che lo precede”. Queste parole nel testo critico di Massimo Mattioli introducono nel mondo dell’artista Franco Passalacqua, in occasione della mostra presentata a Diano Marina. Visibile fino al 24 ottobre negli spazi del Palazzo del Parco, promossa dalla Civiero Art Gallery. Una mostra – titolo Eden – in cui alberi, boschi e chiome diventano materia pittorica, luce e ritmo. Opere in cui la natura non è semplicemente rappresentata: diventa un linguaggio. Superfici vibranti costruite da una fitta trama di pennellate che, osservate da lontano, possono apparire quasi astratte.

“Se ti avvicini ai quadri”, aggiunge il critico, “ciascun segno ti induce a guardarlo per quello che è: una pennellata, un deposito di materia, una minima variazione di luce. Se invece fai qualche passo indietro, tutto cambia”. La mostra racconta una ricerca sviluppata nel corso dei decenni, dalla pittura su tela all’utilizzo di supporti metallici come l’alluminio smaltato. Fino alle opere dedicate alla luce, alle atmosfere notturne e alle trasformazioni della materia.
Accanto alle grandi tele e alle composizioni su alluminio, “Eden” presenta anche sculture e rilievi che superano la superficie della parete. La natura sembra così uscire dal quadro e conquistare lo spazio, diventando un’esperienza quasi fisica. Noi la documentiamo con immagini e video…












