01 Ottobre 2026 23:02

Cerchiamo giovani studiosi. Alla BIAF la crescita di Editrice Darte

La nuova monografia su Baccio da Montelupo di Editrice Darte
La nuova monografia su Baccio da Montelupo di Editrice Darte
Tre nuove monografie per consolidare il ruolo della casa editrice che vuole colmare le lacune nella storia dell’arte. Parla il direttore Matteo Boschi

Da Todi, nel cuore dell’Umbria, Editrice Darte pubblica monografie e cataloghi d’arte che seguono l’opera dall’idea dello studioso fino alla libreria, in Italia e all’estero. Il marchio nasce all’interno di Tau Editrice, attiva a Todi dal 1997, con un obiettivo preciso: dare una casa editoriale agli studi che colmano lacune nella storia dell’arte. La scelta del territorio non è casuale. l’Umbria è la terra di grandi artisti quali Perugino, Pinturicchio e Piermatteo d’Amelia, una terra in cui arte, spiritualità e cultura del libro si intrecciano da secoli. Editrice Darte raccoglie questa eredità e la mette al servizio di autori, studiosi, collezionisti, antiquari, fondazioni, musei, gallerie e case d’asta.

Il catalogo privilegia i temi monografici: artisti poco studiati, corpus da ricostruire, cataloghi ragionati che diventano strumenti di riferimento per la ricerca e per il mercato. Accanto a nomi affermati della storia dell’arte, Editrice Darte apre le sue collane anche ai giovani studiosi.

Con l’edizione 2026 Editrice Darte arriva al suo quarto appuntamento con la BIAF – Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze e presenta, come negli anni precedenti, una nuova monografia, consolidando una presenza che è ormai parte della fiera stessa. La scelta di Biaf avviene come luogo naturale per libri che nascono dal dialogo tra ricerca scientifica, antiquari e collezionisti.

La novità alla BIAF 2026

Alla 34ª edizione della BIAF, Editrice Darte presenta Il Trittico del Maestro dell’Annunciazione dei Legnaioli nel cuore della Firenze trecentesca, di Angelo Tartuferi e Annamaria Bernacchioni.
Il volume è dedicato a un trittico di un maestro anonimo attivo nella Firenze del Trecento. Lo studio ricostruisce l’opera e il suo contesto: la città, le botteghe, le committenze e il mondo delle Arti che ne hanno segnato la nascita. Databile intorno al 1370, l’opera viene ricostruita attraverso una ricerca che intreccia documenti, stile, committenza e vicende conservative.

Il volume presenta il ritrovato Trittico Carradori Temperani, importante testimonianza della pittura fiorentina del secondo Trecento. Firma il libro Angelo Tartuferi, tra i maggiori specialisti di pittura toscana dal Duecento al tardogotico, allievo di Mina Gregori, ha collaborato con Miklós Boskovits al Corpus of Florentine Painting, ha diretto il Dipartimento di pittura medievale degli Uffizi e, dal 2020, il Museo di San Marco. Insieme a lui Annamaria Bernacchioni, storica dell’arte e studiosa delle fonti documentarie fiorentine.

 

La nuova monografia su Baccio da Montelupo di Editrice Darte
La nuova monografia su Baccio da Montelupo di Editrice Darte
Monografie: un’unica filiera

Editrice Darte accompagna l’autore in ogni fase, dentro un’unica casa editrice. Chi porta una ricerca trova un solo interlocutore dalla prima bozza alla distribuzione. La Redazione cura del testo, apparati, cataloghi ragionati, regesti e appendici documentarie; attraverso un progetto grafico specifico ogni volume trova il giusto rapporto tra parole e immagini, pensato titolo per titolo. Le immagini restituiscono i colori e dettagli delle opere originali con la massima fedeltà; la stampa si avvale di investimenti nelle migliori tecnologie e un team che consiglia carte, rilegature e finiture adatte al progetto, “come un tessuto per uno stilista”.

Per quanto riguarda la promozione, si favoriscono presentazioni, fiere di settore come la stessa BIAF e comunicazione sui canali digitali. Infine, non per importanza la distribuzione che avviene nelle librerie in Italia e all’estero e vendita sulle principali piattaforme online, oltre allo shop di editricedarte.com. Il respiro internazionale è già nel catalogo: volumi in inglese come Sienese Painting e Giovanni di Paolo di Gaudenz Freuler, e la collaborazione con l’editore svizzero SpeedHolics di Zurigo per la collana dedicata alle auto d’epoca.

Tre monografie che raccontano il metodo Editrice Darte

Tre titoli mostrano cosa significa per Editrice Darte colmare una lacuna: ricerche di anni diventate il primo catalogo completo di un artista.

Baccio da Montelupo, a cura di David Lucidi (2022). La prima monografia sullo scultore fiorentino, amico di Michelangelo, frutto di una ricerca decennale. Ripercorre la sua carriera dagli ambienti medicei e savonaroliani fino a Bologna, Venezia e Lucca. Il catalogo ragionato, ricco di inediti, è seguito da regesto e appendice documentaria: 568 pagine.

Cecco Bravo, di Francesca Baldassari. Due volumi in cofanetto rigido dedicati al pittore fiorentino (Firenze 1601 – Innsbruck 1660). Il primo raccoglie 77 dipinti autografi, alcuni pubblicati per la prima volta. Il secondo riunisce quasi 400 disegni conservati nei principali musei e collezioni del mondo, quasi tutti a colori.

Sigismondo Laire (1552–1639), di Eva Bracchi (2023). Il pittore bavarese specialista della “maniera piccola” su rame e pietra, citato da Caravaggio nel processo intentatogli da Baglione nel 1603. Il libro ricostruisce sessant’anni di attività tra Monaco, Roma e la Spagna e stila per la prima volta il catalogo delle sue opere.

La monografia su Sigismondo Laire di Editrice Darte
La monografia su Sigismondo Laire di Editrice Darte
Matteo Boschi direttore della casa editrice risponde alle nostre domande.

Editrice Darte nasce a Todi, all’interno della Tau Editrice, perché un marchio dedicato all’arte e che cosa significa il legame con l’Umbria?
Tau pubblica libri dal 1997 e con gli anni ci siamo accorti che gli studiosi d’arte ci chiedevano qualcosa di diverso: non solo un editore, ma un laboratorio capace di trattare le opere con lo stesso rispetto con cui le trattano loro. Editrice Darte nasce per questo. L’Umbria non è uno sfondo: qui sono passati Perugino, Pinturicchio, Piermatteo d’Amelia. Lavorare in un territorio così ti abitua a guardare le cose con lentezza e attenzione, ed è esattamente quello che serve a un libro d’arte.

Il vostro catalogo privilegia le monografie su artisti poco studiati. Come scegliete i progetti?
Ci interessano i libri che mancano. Quando uno studioso ci porta il primo catalogo completo di un artista, sappiamo che quel volume diventerà un riferimento per anni: per i musei, per chi fa ricerca, per il mercato. È successo con Baccio da Montelupo, a cui David Lucidi ha dedicato dieci anni di lavoro, con Sigismondo Laire di Eva Bracchi, un pittore che conoscevamo quasi solo perché citato da Caravaggio, e con Cecco Bravo di Francesca Baldassari, che riunisce 77 dipinti e quasi 400 disegni. Non guardiamo solo al nome dell’autore: diamo spazio anche ai giovani studiosi, se la ricerca è solida.

Uno studioso arriva con anni di ricerca: come lo accompagnate fino al libro finito?
Siamo piccoli, ed è il nostro vantaggio, l’autore ha un solo interlocutore dall’inizio alla fine: redazione del testo e degli apparati, progetto grafico, trattamento delle immagini, stampa, promozione e distribuzione. Non esiste un modello unico: ogni volume ha la sua impaginazione e il suo equilibrio tra parole e immagini. Un catalogo ragionato con centinaia di schede e un saggio su una singola opera chiedono soluzioni diverse, e noi le costruiamo insieme all’autore.

Quanto conta la stampa in un libro d’arte?
Conta tutto. Un libro d’arte è anche un oggetto: chi lo sfoglia deve ritrovare il colore di una tavola, la grana di un disegno, la luce di un marmo. Per questo abbiamo investito nelle migliori tecnologie di stampa e seguiamo ogni fase in prima persona. Con l’autore scegliamo carte, rilegature e finiture come un sarto sceglie il tessuto per un abito. Il cofanetto rigido di Cecco Bravo, con due volumi cartonati cuciti a filo refe, è un buon esempio: un’opera pensata per durare in biblioteca, non per restare un giorno in vetrina.

La distribuzione non si ferma all’Italia. Come arrivano i vostri libri all’estero?
I nostri lettori sono studiosi, musei, antiquari e collezionisti, e sono ovunque. Distribuiamo nelle librerie italiane e internazionali e sulle principali piattaforme online, oltre che dal nostro sito. Sempre più spesso pubblichiamo direttamente in inglese, come per i volumi di Gaudenz Freuler sulla pittura senese. La collaborazione con SpeedHolics, un editore di Zurigo, dimostra che il nostro modo di lavorare funziona anche fuori dai confini e oltre la storia dell’arte.

Alla BIAF 2026 presentate il Trittico del Maestro dell’Annunciazione dei Legnaioli. Che cosa rappresenta per voi la Biennale?
È il nostro quarto appuntamento con la BIAF, e in ogni edizione abbiamo presentato una monografia. Non è una vetrina occasionale: è il luogo in cui il nostro lavoro incontra il suo pubblico naturale, cioè antiquari, collezionisti e studiosi. Il libro di Angelo Tartuferi e Annamaria Bernacchioni ha esattamente questo spirito. Parte da una sola opera, un trittico della Firenze del Trecento, e attraverso di essa restituisce una città, le sue botteghe e le sue committenze. A chi colleziona e a chi studia vogliamo dire questo: se avete un’opera o una ricerca che merita un libro fatto bene, noi siamo qui.